Agi, da Fnsi e Stampa Romana segnalazioni a Agcom e Antitrust: serve chiarezza

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Conferenza del Cdr alla sede della Stampa Estera. I giornalisti chiedono trasparenza a Eni: “è un dirito conquistato con il lavoro quotidiano”

Avevano promesso nuove iniziative per tenere alta l’attenzione sul futuro di Agi. Il Cdr, il 17 aprile, ha organizzato una conferenza alla sede della Stampa Estera a Roma. Con loro Fnsi e Associazione stampa Romana – rappresentati dalla segretaria generale Alessandra Costante e dal segretario regionale, Stefano Ferrante – che negli ultimi giorni hanno presentato due segnalazioni ad Antitust e Agcom sulla vicenda legata alla possibile cessione da parte di Eni.
Presente anche il segretario dell’Usigrai, Daniele Macheda.

“Vorremmo restare con Eni, perché come editore ci ha sempre garantito indipendenza”, hanno detto i giornalisti, rappresentati al tavolo da Serenella Ronda e Stefano Barricelli. Fermo restando la libertà di fare una scelta industriale diversa, quello che però chiedono è la trasparenza. “È un diritto che ci siamo conquistati con il lavoro quotidiano”, hanno ribadito.

Costante: estremi di concorrenza sleale

“Agi è solo l’ultimo di una serie di punti oscuri che sta vivendo l’informazione italiana in questo periodo”, ha detto Costante. Da ultimo, ha ricordato, il caso della legge sulla diffamazione, e le proposte di innalzamento delle pene pecuniarie che vanno a colpire una categoria come quella dei giornalisti che negli ultimi anni si è fortemente impoverita.

Sull’operazione di vendita, Fnsi e Stampa Romana hanno scritto ad Antitrust e Agcom chiedendo di “accendere un faro”. “Secondo noi ci sono gli estremi di concorrenza sleale o comunque di una vendita poco chiara”, ha puntualizzato. “L’Italia sta vivendo un conflitto di interessi interminabile dalla fine degli anni ’90 e Agi ne è uno degli aspetti”, ha continuato.
“Un’agenzia è informazione primaria dà l’impronta, un canovaccio ai media: come può essere di una parte o di un solo imprenditore? E’ un errore. Tanto più che in questi anni Agi ha avuto carta bianca da parte di Eni, ha potuto dire la sua e fare il proprio lavoro in maniera autorevole e indipendente anche nei momenti più delicati.

Ferrante: terzietà a rischio

Sul conflitto di interesse si è soffermato anche il segretario di Stampa Romana, Ferrante. “La vicenda di Agi riguarda più aspetti delicati Agi è la seconda agenzia per dimensione dopo l’Ansa. Di fatto è sempre stata in mano pubblica, con un editore dalle spalle larghe, cosa che ha consentito autonomia e risorse per livelli occupazionali e seguire i fatti”, ha detto richiamando i continui tagli che hanno impoverito il settore. “Con il passaggio a un editore che svolge altre funzioni, che ha un altro ruolo nel panorama editoriale e politico, questa terzietà verrebbe sicuramente meno”, ha detto, ricordando che Angelucci è comunque già presente nel settore dele agenzie per la sua partecipazione al consorzio che edita Ansa.
Per Ferrante non è una questione di colore politico. “Nel merito c’è un potenziale conflitto di interessi con una azienda controllata dal Ministero del tesoro con un ministro della Lega e un editore che è un parlamentare dello stesso partito e che ha interessi forti anche nel mondo della sanità”.