Amadeus (foto Ansa)

Amadeus a Discovery con contratto di 4 anni. Dall’autunno su Nove

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Annuncio ufficiale sull’arrivo del conduttore alla corte di Alessandro Araimo in WBD. Un’operazione complessa, una sfida per l’artista e per il Nove, ma anche per la tv pubblica che dovrà sostituirlo

Amadeus arriva al Nove. Dopo le prime anticipazioni, i rumors sempre più circostanziati, le notizie informate di Fiorello a ‘Viva Rai2’, le smentite che confermavano la sostanza delle cose dai vertici Rai, le indiscrezioni su ruolo, squadra, format e compensi che il ‘mago di Sanremo’ avrà a WBD, è arrivato l’annuncio ufficiale.

Programmi e sviluppo di nuovi format

Con un accordo quadriennale, il conduttore debutterà già dal prossimo autunno sul Nove, canale generalista del gruppo guidato da Alessandro Araimo, partendo con un programma di access prime time e due di prime time, con dettagli che verranno svelati nei prossimi mesi.
Per lui ci sarà anche il compito di collaborare “attivamente con il senior management nello sviluppo di nuovi formati di intrattenimento per tutte le piattaforme del gruppo”. 
Un aspetto, quest’ultimo, ribadito anche dallo stesso Araimo, managing director WBD per il Sud Europa: “Siamo impazienti di lavorare insieme, di unire la grande energia che lo contraddistingue – e che sicuramente saprà portare nel nostro Gruppo – con la creatività dell’editore”, ha detto, sottolienando l’ambizione del broadcaster a essere sempre “più protagonista in Italia con il canale Nove”, con i canali tv free e pay, lo sport, le piattaforme digitali e la produzione e distribuzione cinematografica.

Alessandro Araimo

Amadeus parte dall’access

In queste ultime settimane Amadeus sta portando a casa una chiara attestazione di stima e affetto da parte del pubblico a casa. ‘Affari Tuoi’, il format che conduce con successo in access prime time su Rai1, continua a inanellare risultati da record. In molti casi – superando perfino la soglia dei 6 milioni – è stato e rimane il programma più visto in assoluto della giornata, strappando un primato che spesso di recente era toccato al Tg1.

Amadeus (Foto Ansa)

Un risultato che, in qualche misura, per iniziare la collaborazione con WBD, dovrebbe provare a ‘ripetere’ poi sul Nove, debuttando più o meno nella stessa collocazione oraria.
Evidente che basterà molto meno – il 10% di share, tra i 2 e i 3 milioni di spettatori nella fascia commerciale più ricca – per battezzare come riuscita quella che di fatto sarà la piattaforma di lancio dell’intera operazione.

Alessandro Araimo con il capo della concessionaria di WBD, Massimo Ghedini

I progetti di Wbd per il Nove

La proposta del Nove in access, tra le altre cose, è stata negli ultimi anni sempre vivace e originale e non solo di nicchia. Il progetto di rimonta sulle reti principali in questo momento della giornata caratterizato da abitudini molto consolidate, sarà certamente sfidante, ma non si tratta di creare dal nulla una destinazione, come per certi versi è stato con Fabio Fazio alla sera della domenica e, prima ancora, con Maurizio Crozza al venerdì sempre in prima serata. Anche perché Amadeus debutterà usando come veicolo di lancio, a quanto pare, un altro format di successo legato al suo nome e al suo stile, e cioè ‘I soliti Ignoti’.

Maurizio Crozza

Su questa base – a quanto pare – s’innesterà il resto delle attività, che evidentemente avranno come focus il know how, le competenze, la creatività e la credibilità, ma anche le relazioni di Amadeus in ambito musicale.

Fabio Fazio

Amadeus con Fazio e Crozza

Amadeus si aggiunge quindi a Fabio Fazio e Maurizio Crozza nella formazione di base dei grandi talent di WBD. Un power brand della nostra tv generalista (e non) anche se nel suo caso non c’è – come per Fazio e Crozza – una precisa identificazione tra marchio dell’artista e una proposta televisiva immediatamente associata. Amadeus al Nove, cioè, avrà bisogno di format consolidati per esprimersi ma anche di dare un originale contributo di idee per vincere la sua scommessa. La Rai può davvero fare a meno di lui, come di qualunque altro artista, conduttore, talento, come sostengono molti analisti?

Un power brand in meno alla Rai

In un approssimato elenco in ordine alfabetico, l’artista è il primo di una lista di talenti di cui, con i tempi che corrono, è diventato rischioso disfarsi. Auditel, quando si va verso la fine della stagione tv 2023-2024 – suggerisce che tra le risorse artistiche da ‘proteggere’ e tenere in scuderia a tutti i costi – ci siano nomi e brand come quelli di Maria De Filippi, Carlo Conti, Gialappa’s Band, Davide Parenti, Maurizio Crozza, Sigfrido Ranucci, Enrico Mentana, Lilli Gruber, Federica Sciarelli, ma anche Sveva Sagramola, Stefano De Martino, Vanessa Scalera, Giovanni Floris, Gerry Scotti, Giusy Buscemi, Raoul Bova, Nino Frassica, Diego Bianchi, Francesca Fagnani. E alcuni altri ancora.
La stagione tv in corso ha confermato che di questi tempi viene premiato chi dispone di consacrati ‘power brand’. Gente capace, oltretutto, vale per la maggior parte degli artisti citati e delle loro factory, di fidelizzare il proprio pubblico e di presidiare bene e conquistare credito anche sui social e sulle piattaforme video.