Sicurezza e difesa militare, obiettivi che mettono d’accordo la politica italiana

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Le guerre in Ucraina e Medio Oriente hanno risvegliato l‘attenzione sugli investimenti nella difesa, come è
emerso da un incontro organizzato a Roma da Comin&Partners. E se ne inizia a parlare senza infingimenti

La complessa evoluzione degli scenari geopolitici internazionali, con la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente, i focolai di tensioni in Africa, la consapevolezza che il quadrante Pacifico potrebbe essere il prossimo focolaio di tensioni politico-militari, hanno dato nuova consapevolezza alle istituzioni, alla politica e alle imprese, prime tra tutte quelle del settore difesa, che il cambio di scenario è una sfida che va affrontata velocemente.
E’ questa la realtà emersa dall’incontro ‘Sicurezza e difesa: scenari e prospettive in un contesto geopolitico complesso’, organizzato mercoledì 17 aprile, a Roma dalla società di consulenza e comunicazione strategica e istituzionale Comin&Partners.

Un incontro rapido e serrato, coordinato dalla direttrice di Formiche e di Air Press Flavia Giacobbe, ma efficace nel fare il punto della situazione e avere una diagnosi chiara del problema, delle cose da fare e delle posizioni dei principali attori del sistema-Italia.
Il quadro geopolitico è stato disegnato da Orietta Moscatelli, caporedattore di Askanews e analista di Limes; il punto di vista della politica è stato messo sul tavolo da Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa della Camera e da Emanuele Loperfido, deputato FdI della stessa Commissione.
Per le grandi imprese italiane della Difesa sono intervenuti Filippo Maria Grasso, direttore Relazioni istituzionali di Leonardo, e Enrico Della Gatta, vice presidente Geopolitics & Advocacy di Fincantieri. Alberta Pelino ha portato la testimonianza dell’impegno nella costruzione di un dialogo internazionale al di là dei particolarismi nazionali da parte della Young Ambassadors Society, una associazione non profit che opera nell’organizzare incontri tra delegazioni giovanili a lato degli appuntamenti G7 e G20, lavorando in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri.
Infine le conclusioni sono state affidate a Matteo Perego di Cremnago, Fi, sottosegretario di Stato al ministero della Difesa.

La mappa dei conflitti

Il punto di partenza, sono stati i dati sulle tensioni internazionali spiegati da Moscatelli: una vastissima area che va dall’America Centrale e attraversando il Mediterraneo, con Africa, Medio Oriente più a sud e Ucraino più a nord, arriva nel Pacifico dove un anno e mezzo fa, nel dicembre 2022, si è costituito il Quad, alleanza militare tra Stati Uniti, Australia, Giappone e India per contrastare e contenere l’attivismo politico cinese, con al centro il nodo nevralgico di Taiwan.
Un racconto dei conflitti, del terrorismo e della dissoluzione degli Stati che Papa Francesco ha definito “la terza guerra mondiale a pezzi”. Un conflitto che ha i suoi punti di riferimento nelle tre grandi potenze militari di Usa, Russia e Cina.

La situazione europea

Uno scenario da cui manca l’Europa, un nano nella difesa con un budget nella sicurezza militare di 75 miliardi di euro, meno di un quarto di quanto spendono gli Usa. Meno di un terzo di quanto spende la Cina. Una debolezza che sta diventando un vero problema di fronte all’evoluzione politica negli Stati Uniti che segnala la voglia di abbandonare il ruolo di sceriffo unico del mondo occidentale.

L’Italia

L’Italia in spesa in difesa è ancora più indietro, non raggiungendo nemmeno quella quota di 2% del Pil sancito dalla sua adesione all’alleanza.
Le imprese italiane, e si tratta in questo caso di imprese pubbliche, come Leonardo e Fincantieri, la loro parte la stanno già facendo. Leonardo sul fronte dell’avionica e delle tecnologie per garantire sistemi di difesa da attacchi aerei, attraverso la joint venture Mbda – con Airbus e Bae – e il consorzio EFA. Fincantieri attraverso la joint venture Italo francese 50 e 50 Naviris con Naval Group.
Entrambi i gruppi sono impegnati nello sviluppo di nuove tecnologie relative alla guerra elettronica, dopo aver fronteggiato per anni le ristrettezze economiche con cui la politica italiana ha affrontato i temi della spesa militare.

Oggi la grande novità è che il governo, e parte dell’opposizione, hanno preso atto che la sicurezza è centrale anche per i cittadini, preoccupati, come rivelano le ricerche, per la propria sicurezza di fronte alle guerre e anche per le proprie condizioni di vita.
E gli interventi di Graziano, Pd, e Loperfido, Fratelli d’Italia, hanno testimoniato che il messaggio è arrivato anche ai partiti. “Le soluzioni non possono venire dalle singole nazioni, ma solo dall’Europa nel suoì insieme e su questo bisogna operare, portando l’Italia ad assumere un ruolo adeguato al suo potenziale economico e industriale e al nostro Paese i cui cittadini sono un quinto del totale dei 27 che formano l’Unione” ha insistito Graziano.

“Il ruolo che l’Europa può svolgere può essere sintetizzato come un attrezzarsi per difendere la pace. Senza dimenticare che qui non si parla solo di sicurezza dei confini: in un’economia globale – e tanto più per un Paese che deve una grande fetta del suo Pil all’export mondiale delle sue merci – la sicurezza delle rotte del commercio planetario è un bene primario”, ha detto il sottosegretario Perego che ha messo il suggello finale ai ragionamenti di maggioranza e opposizione, sottolineando che “se l’Ue e i suoi singoli Paesi sapranno recuperare il ritardo nell’entità degli investimenti, puntando sulle eccellenze già presenti, potranno anche permettersi di traguardare un nuovo grande obiettivo. Quello di diventare un leader tecnologico mondiale e non più un grande mercato per gli americani. E su questa base riconquistare quella capacità di presenza e mediazione nei diversi quadranti di crisi che hanno finora sempre delegato agli Usa e alle sporadiche presenze regionali di Francia e Gran Bretagna. La pace si può costruire anche così”.

(Nella foto, da sinistra: Nella foto, da sinistra Orietta Moscatelli, Alberta Pelino, Stefano Graziano, Filippo Maria Grasso, Flavia Giacobbe, Matteo Perego di Cornago, Emanuele Loperfido, Enrico Della Gatta)