Alessio Butti (Foto LaPresse)

Ai, Butti: cambierà formazione e professioni, ma senza falcidiare l’occupazione

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Mentre è in approvazione il ddl sull’AI, all’evento Ania il sottosegretario cita l’impatto del web sul lavoro a sostegno della sua visione ottimista. Per il settore investimenti da 6 miliardi nei prossimi anni

“Ritengo che l’Intelligenza artificiale non andrà a falcidiare l’occupazione”. Lo ha assicurato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Alessio Butti.
“La storia più o meno recente ci può aiutare sotto questo punto di vista”, ha continuato, citando nel suo intervento all’evento ‘Innovation by Ania’, l’esempio del web. “Anche con internet qualcuno pensava che potessero esserci problemi sull’occupazione e così non è stato. E così sarà con l’intelligenza artificiale”.

Nuovi percorsi di formazione

Certamente, ha osservato, ci saranno diversi cambiamenti che, oltre alle professioni, coinvolgeranno anche l’istruzione. “L’impegno del legislatore deve essere tale per cui è impensabile non affrontare la questione scolastica e universitaria con nuovi percorsi di formazione”, ha spiegato. E in questo diventa “fondamentale basarsi anche sull’apporto delle singole aziende per quanto concerne la formazione delle competenze”. In sostanza, secondo il sottosegretario “dobbiamo lavorare e farlo insieme”, con l’intelligenza artificiale che “consentirà ovviamente un nuovo tipo di qualità della vita per chi lavora”.

Pubblico e privati insieme

Butti ha ribadito la convinzione della necessità di far cooperare pubblico e privato nel settore dell’Intelligenza Artificiale. “Non è cosa da poco che l’Italia sia la prima in Ue a dotarsi di un provvedimento su cyber security e su Ai”, ha aggiunto. “Ci stiamo impegnando per dare delle risposte perché ce lo chiedono le imprese”.

Butti ha però osservato come manchi una politica industriale sull’AI, cosi come non ci sia sulle tlc. Un vuoto su cui il Governo, ha detto, sta “cercando di porvi rimedio”.

L’Italia, ha voluto ricordare poi, sarà il primo “il primo governo a livello europeo a votare un disegno di legge (nel Cdm ddel 23 aprile, ndr) sull’intelligenza artificiale dopo la votazione finale del parlamento europeo sull’Ai act”. “Crediamo che sia un prodotto di buona qualità, è stato realizzato con la collaborazione di tutti gli stakeholder” e “soprattutto di tutti i ministeri che per la loro verticalità hanno contribuito”.
“Il concetto del disegno di legge di oggi è una sorta di mutualità e di individuazione delle reciproche convenienze, da una parte il pubblico e da una parte il privato. A noi – ha specificato – non interessa il business, a noi interessa il bene collettivo ma i due principi possono coniugarsi nel modo migliore su questo dobbiamo lavorare e possiamo farlo con qualità dei dati”.

Nei prossimi anni su AI fino a 6 miliardi di investimenti

All’evento di Ania è intervenuto anche Agostino Scornajenchi, amministratore delegato e Dg di Cdp Venture Capital. “I numeri che circolano sull’intelligenza artificiale sono molto alti, quelli che sono stati spesi in Italia ad oggi sono abbastanza bassi. Noi, d’accordo con le istituzioni, abbiamo stimato qualche mese fa un orizzonte investibile per i prossimi 4-5 anni di circa 3 miliardi di euro”, ha detto. Il riferimento le cifre indicate nel piano industriale presentato a inizio mese.

“Quando abbiamo iniziato ci sembravano tanti, adesso passato poco più di un mese, se rifacessimo questa stima probabilmente dovremmo aumentarla di parecchio, forse già raddoppiarla”, ha continuato. Per questo motivo, ha ricordato Scornajenchi, la presidente del consiglio “ha annunciato un intervento a supporto dell’Ai per 1 miliardo di euro complessivi in due dimensioni: si costituirà un fondo di venture capital di nuova istituzione da 500 milioni e altri 500 milioni di euro utilizzati dagli altri fondi di venture capital che faranno sviluppi tecnologici”.
Il manager ha osservato infine che “la crescita del venture capital nel mondo dell’intelligenza artificiale è di gran lunga il settore dove ci aspettiamo maggiore sviluppo, maggiore innovazione anche maggiori investimenti che devono essere in qualche modo finanziati”.