Rai, Sergio: polemiche a valanga sul servizio pubblico. E’ inaccettabile

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“Non ho certo intenzione di dire qui oggi chi sta facendo il male alla Rai. Certo è che tutto quello che stiamo facendo viene sommerso da valanghe di polemiche molto spesso strumentali”. A dirlo, in una battuta raccolta dall’agenzia Ansa, l’ad della Rai, Roberto Sergio, rispondendo ai cronisti a margine della presentazione della mostra su Marconi. “Questo è inaccettabile”, ha rimarcato

“Fake news” su altri addii

Sergio ha colto l’occasione anche per intervenire sulle voci che vorrebbero Sigfrido Ranuci, Federca Sciarelli e Flavio Insinna vicini all’uscita da Viale Mazzini.
“Sia Ranucci che Sciarelli hanno già il contratto ed oltretutto in un cda di una settimana fa sono stati anche approvati i programmi”, ha puntualizzato. “Su Insinna ne sta ragionando Ciannamea: io ho auspicato più volte che possa rimanere in Rai”. Insomma, ha chiosato, “sono le solite fake news che vengono mandate in giro”.

Nessuna sanzione a Bortone

Sergio è intervenuto anche sul caso Scurati che dallo scorso week end anima il confronto politico e non con strascichi che non sembrano destinati a scemare. “Sanzioni disciplinari contro Serena Bortone? Io non ho mai parlato di questo, per nulla. Stiamo aspettando una relazione, e sulla base di questa si valuterà. L’unica certezza che ho è che non c’è stata alcuna censura”.
La necessità di attendere l’esito dell’indagine interna, tra l’altro, è stata la motivazione con cui in mattinata la maggioranza in Commissione di Vigilanza ha respinto la richiesta, avanzata dal Pd, di convocare in audizione la stessa Bortone e il direttore dell’approfondimento, Paolo Corsini.

Il caso Mieli

Per la Rai certo non sono giornate facili. E alle polemiche dei giorni scorsi si è aggiunto l’episodio che questa mattina ha coinvolto, nel corso di Radio Anch’io su Radio1, la senatrice di FdI Ester Mieli.
Nell’ambito di una discussione sulle proteste degli studenti nelle università per la guerra in Palestina il conduttore Giorgio Zanchini le ha chiesto se fosse ebrea.
La domanda è stata stigmatizzata e criticata da esponenti di tutti i partiti, con in prima linea vari esponenti di FdI che hanno definito l’episodio gravissimo, con connotazioni antisemite.
Secondo quanto ricostruito da AdnKronos, lo stesso ad Rai, Sergio, avrebbe chiamato Mieli per scusarsi.