Il calcio italiano alla ricerca di nuove regole

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“Quando lo sport ha la capacità di dialogare è imbattibile”. A dirlo è il presidente del Coni, Giovanni Malagò. In realtà quello andato in scena all’ormai tradizionale appuntamento con ‘Il Foglio a San Siro’ è apparso come un mondo che sta vivendo un corto circuito comunicazionale.

Al centro del dibattito la riforma del sistema calcio, all’indomani delle audizioni delle diverse parti in Senato. “Parlare di imparzialità non significa offendere Gravina”, afferma il presidente della Figc, “non sono disponibile a rinunciare al rispetto delle regole all’interno del calcio. L’economia non deve sovrapporsi all’etica”.
Il nodo sono le percentuali rappresentative delle singole componenti del mondo del pallone. “La Lega Serie A, che sostiene tutto il sistema, è sottorappresentata”, sottolinea il presidente di AC Milan Paolo Scaroni. “I rischi di derive autoritarie esistono”, dichiara Lorenzo Casini, presidente Lega Serie A. “Non è una questione di persone, ma di organizzazione. Serve una maggiore autonomia organizzativa della massima serie che poi si traduce in maggiori risorse anche alla base. È un sistema che ha bisogno di regole nuove che non sempre sono state aggiornate“. 

A provare a mettere ordine il ministro allo Sport e ai Giovani Andrea Abodi. “Nella vita ho sempre cercato di pormi dalla parte di chi mi trovo ad ascoltare, questo mi ha permesso di allenare la cultura del rispetto“, spiega. “Esistono delle gerarchie anche se non è sempre facile coordinare gli interessi imprenditoriali con quelli della base. Dovrebbe essere interesse di tutti che la Serie A possa competere nel pieno rispetto della sua sostenibilità. Nel rispetto dell’autonomia mi auguro che si sappia trovare armonia nella riforma perché non vorrei fare quel passo avanti che finora non ho fatto”. 

Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

“Al momento non abbiamo soldi pubblici per organizzare i Giochi”, ribadisce il n. 1 del Coni. “Il mio ruolo il 31 maggio 2025? Non penso che il Cio e la Fondazione prendano in considerazione l’eventualità di non avere un presidente”.

Andrea Varnier


Le infrastrutture rimangono di attualità. “Senza quelle non possiamo fare il nostro lavoro “, conferma Andrea Varnier. “Il nostro obiettivo è avere 500 miliardi di euro, stiamo incontrando grande interesse dal mondo imprenditoriale. I nostri ricavi li avremo al termine della manifestazione. La legacy, oltre a organizzare una grande edizione dei Giochi, è quella di avvicinare quanti più giovani possibile allo sport”. Il territorio giocherà un ruolo fondamentale.
“Tutta la Lombardia dovrà respirare lo spirito olimpico”, ha concluso Marco Riva presidente del Coni regionale.