Media Freedom Rapid Response incontra Nordio: il giornalismo investigativo è a rischio

Condividi

Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine, i giornalisti indagati del ‘Domani’, diventano un simbolo

Media Freedom Rapid Response, MFRR, che è una sentinella europea degli attacchi alla libertà dei media, ha organizzato per il 16 e 17 maggio una missione urgente a Roma, chiedendo di incontrare il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Lo preannuncia al ‘Domani’ Ricardo Gutiérrez (nella foto), segretario generale della European Federation of Journalists (Efj). “La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e noi del sindacato europeo (Efj) – spiega Gutiérrez – abbiamo ritenuto la situazione italiana talmente grave da doverne informare la Commissione europea. Così la scorsa settimana abbiamo incontrato i gabinetti di più commissari europei – la vicepresidente Věra Jourová così come Didier Reynders, che ha la delega alla Giustizia – e li abbiamo informati su ciò che sta accadendo in Italia”.
Secondo il segretario dei giornalisti europei in Italia è un incalzare di eventi contro la libertà di stampa: la presa governativa della Rai, con tanto di affaire Scurati; il caso dell’Agi; l’aumento delle querele bavaglio (le “slapp”) da parte del governo, in particolare contro ‘Domani’; i tentativi di inasprire le sanzioni per diffamazione.

Ha soprattutto scatenato un’ondata di indignazione la notizia che i giornalisti del ‘Domani’, Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine rischiano fino a 9 anni di carcere. Sono indagati dalla magistratura di Perugia, con l’accusa di aver chiesto e ricevuto documenti riservati da un pubblico ufficiale, e di aver violato il segreto istruttorio attraverso la richiesta e la pubblicazione di informazioni contenute in quei documenti.

La vicenda ‘Domani’

L’indagine è iniziata dopo la pubblicazione nell’ottobre del 2022 degli articoli del Domani sul conflitto di interessi che coinvolgeva l’allora candidato-ministro della difesa, Guido Crosetto, che sarebbe stato pagato per anni dall’industria delle armi. Crosetto, diventato comunque ministro, non ha smentito le informazioni sui suoi compensi milionari, ma ha chiesto all’autorità giudiziaria di individuare la presunta fonte di Domani.
Mentre con la recente adozione da parte delle istituzioni dell’ European Media Freedom Act si intende rafforzare la protezione delle fonti giornalistiche, regolando in modo stringente, per tutti gli stati membri, la possibilità per il potere giudiziario di indagare sulle fonti dei media, la decisione della procura rischia invece di trasformare lo stesso giornalismo d’inchiesta in un reato.

Effetto inibitorio

“Questo tipo di attacchi ai giornalisti provoca a tanti livelli un effetto inibitorio. Non coinvolge solo le fonti, che non si affidano più. Pure tra gli altri giornalisti si crea un clima di autocensura”. Rileva Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata nel 2017 con un ordigno esplosivo piazzato nella sua auto, intervistata da Francesca De Benedetti per il ‘Domani’.
“L’ho visto con mia sorella”, sottolinea. “In tanti la ammiravano e volevano fare il suo mestiere, ma quando è diventata un bersaglio la gente ha iniziato a pensare: chi me lo fa fare di passare quel che sta passando lei?”. Secondo Vella, portavoce della Fondazione intitolata alla sorella, quel che Crosetto sta facendo non è solo cercare di generare un effetto inibitorio (il cosiddetto chilling effect), ma pure realizzare una sorta di vendetta; al di là di quale sia la sua motivazione ufficiale, quella reale non è di salvaguardare l’interesse pubblico, bensì di abusare del proprio potere.

Sostegno internazionale

Infine da registrare che, oltre dalla Fondazione Daphne Caruna e dai sindacati dei giornalisti da tutta Europa (l’Fnsi italiana, le organizzazioni tedesca, spagnola, polacca, croata, turca, olandese, serba), l’attacco al ‘Domani’ viene stigmatizzato dalle più importanti organizzazioni per la libertà di informazione e di espressione: Article 19, Committee to Protect Journalists, European Centre for Press and Media Freedom, Free Press Unlimited, Index on Censorship, International Press Institute, PEN International, Reporters Without Borders e tante altre.
Inoltre solidarietà al ‘Domani’ arriva dai media italiani e programmi radiotelevisivi come L’Espresso, Internazionale, IrpiMedia, Piazzapulita, Presadiretta, Radio anch’io, Report, TPI, oltre che da Amnesty, Greenpeace. E un’ondata di sostegno giunge da tutta Europa, e oltre: da Balkan Insight, Delfi Estonia,
elDiario.es, Expresso, Gazeta Wyborcza, HVG, Le Soir, Libération, Mediapart, Politiken e tante altre testate, nonché dai consorzi di giornalismo investigativo come European Investigative Collaborations, Investigate Europe, Lighthouse Reports.