L’Ue apre un’indagine su Meta: dubbi su lotta alla disinformazione

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Timori di Bruxelles in vista delle elezioni europee. E ora, in base al Dsa, la holding social potrebbe rischiare una multa fino al 6% del suo fatturato annuo

La Commissione europea ha avviato un procedimento formale per valutare se Meta, il fornitore di Facebook e Instagram, abbia violato la legge sui servizi digitali (Dsa) sulla protezione dell’integrità delle elezioni Europee.

Tre gli aspetti sui quali la Commissione ha chiesto con urgenza una risposta di Meta: “Moderazione pubblicitaria inadeguata sfruttata per interferenze e truffe straniere; inadeguato accesso ai dati per monitorare le elezioni; strumento non conforme per segnalare contenuti illegali”.

Le tre aree contestate

Nel dettaglio, sono duenque tre le aree su cui la procedura si concentrerà.
– Pubblicità ingannevole e disinformazione: la Commissione sospetta che Meta non rispetti gli obblighi di Dsa relativi alla diffusione di pubblicità ingannevoli, campagne di disinformazione e comportamenti non autentici coordinati nell’Ue. La proliferazione di tali contenuti può rappresentare un rischio per il discorso civico, i processi elettorali e i diritti fondamentali, nonché per la protezione dei consumatori;

– Visibilità dei contenuti politici: la Commissione sospetta che la strategia di Meta legata all”approccio ai contenuti politici”, che declassa i contenuti politici nei sistemi di raccomandazione di Instagram e Facebook, compresi i loro feed, non sia conforme agli obblighi della Dsa. L’indagine si concentrerà sulla compatibilità di tale politica con gli obblighi di trasparenza e di obblighi di trasparenza e di ricorso degli utenti, nonché con i requisiti di valutazione e mitigazione dei rischi per il discorso civico e i processi elettorali;

– L’indisponibilità di un efficace strumento terzo di monitoraggio in tempo reale del discorso civico e delle elezioni in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo e di altre elezioni in vari Stati membri. Meta è in procinto di deprezzare “CrowdTangle”, uno strumento di public insights che consente il monitoraggio delle elezioni in tempo reale da parte di ricercatori, giornalisti e società civile. anche attraverso cruscotti visivi, senza un’adeguata sostituzione; – Il meccanismo di segnalazione dei contenuti illegali.
La Commissione, sintetizza Ansa, sospetta che il meccanismo, che permette agli utenti di segnalare la presenza di contenuti di Meta, non sia conforme agli obblighi della Dsa. L’Ue ora attende che, “entro cinque giorni lavorativi”, Meta risponda ai rilievi della Commissione.

L’avvio di un procedimento formale autorizza la Commissione ad adottare ulteriori misure di esecuzione, come misure provvisorie e decisioni di non conformità. La Commissione ha inoltre la facoltà di accettare gli impegni assunti da Meta per porre rimedio alle questioni sollevate nel procedimento.

L’anticipazione sul FT

L’indagine segue gli approfondimenti condotti dalle autorità del continente su X in relazione a contenuti illegali, disinformazione e materiale violento e terroristico diffuso dal social di Musk dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre contro Israele.
Ad anticipare la mossa, nelle scorse ore era stato il Financial Times, secondo cui, tra le principali preoccupazioni di Bruxelles c’era il fatto che la holding non faccia abbastanza per contrastare la disinformazione proveniente dalla Russia e da altri Paesi.
“I funzionari dell’Ue sono particolarmente preoccupati per il modo in cui le piattaforme di Meta gestiscono gli sforzi della Russia per minare le elezioni europee che si terranno a giugno” ha scritto il quotidiano. Ricordando che in caso di violazione del Dsa, Meta potrebbe essere multata fino al 6% del suo fatturato annuo globale.

La replica di Meta

“Abbiamo un processo consolidato per identificare e mitigare i rischi sulle nostre piattaforme”, aveva dichiarato Meta, citato dal Ft. “Siamo ansiosi – ha aggiunto – di continuare la nostra collaborazione con la Commissione europea e di fornirle ulteriori dettagli su questo lavoro”.