Sergio Mattarella (foto Ansa)

David, Mattarella: cinema opportunità per paese. Tutelare giovani e libertà di espressione

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Al Quirinale la cerimonia con i candidati ai David di Donatello. “L’Oscar Italiano”, dice Mattarella, che attribuisce al grande schermo un ruolo nella storia del paese. Senza dimenticare il valore sociale anche delle sale cinematografiche

“Il David di Donatello è la festa del cinema, l’Oscar italiano”. Sono le parole con cui Sergio Mattarella ha celebrato al Quirinale i candidati al premio per l’anno 2024, che saranno consegnati oggi, 3 maggio, in diretta su Rai1 alle ore 20:35 da Cinecittà.

“La presentazione delle candidature ci consente, ogni anno, di riflessione sul valore dell’industria della cultura cinematografica, sui suoi percorsi creativi, sui suoi orizzonti”, ha detto Mattarella che ha preso parte alla cerimonia, condotta da Teresa Mannino. Presenti il ministro dei beni Culturali Gennaro Sangiuliano e, tra gli altri il Presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS), Francesco Giambrone, il Presidente dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali (ANICA), Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dello spettacolo e dell’industria cinematografica.

Storia d’Italia passata dal grande schermo

“La storia del nostro Paese, la storia della Repubblica e delle conquiste di libertà e democrazia, è passata dal Grande schermo. E’ stata narrata attraverso emozioni, volti, sentimenti, attraverso le vicende drammatiche e speranze che sorgevano, attraverso la quotidianità del vivere e l’eccezionalità di tante storie personali”, ha detto Mattarella. Che ha poi citato Alberto Lattuada nella prima riunione dell’Associazione culturale del cinema italiano, a Roma, pochi giorni prima del 25 aprile 1945: ‘Nulla è in grado di rivelare come il cinema i fondamenti di una nazione’.
“Il cinema, vivendo in un contesto di libertà e di pluralismo, svolge questa preziosa funzione di ricerca e di sfida creativa, incoraggiato nel produrre, nell’innovare, anche nel rischiare. Il cinema, nel volgere degli anni ha costantemente ampliato le sue potenzialità espressive e narrative e, con esse, la capacità delle persone che ne fruiscono di immaginare, conoscere, riflettere, fare memoria, sorridere e piangere, sognare”.

Il ruolo del cinema

“Il nostro cinema contiene nel suo dna una tensione alla dimensione nazionale. Sin dal tempo in cui ha contribuito con le pellicole degli anni Quaranta e Cinquanta a consolidarne la lingua in un Paese dai molti dialetti. Questa tensione si arricchisce con la creatività così ampiamente manifestata, con i successi nazionali e internazionali, con la rilettura della storia, degli eventi, dei protagonisti, con i valori di umanità e con i sentimenti che aiutano a rafforzare il senso di comunità”, ha aggiunto.
“Abbiamo bisogno del cinema. Della sua sensibilità, della sua arte, delle sue visioni plurali. La storia del cinema ci ha fatto conoscere e apprezzare queste sue capacità”.

David album di grandi interpreti

“Sfogliare l’album dei premi David di Donatello è un po’ come ripassare la storia d’Italia”, ha detto ancora, citando alcuni dei principali protagonisti dal grande schermo nel paese, da Federico Fellini a Paolo Sorrentino.
Passaggio da protagoniste per le donne già premiate: Paola Cortellesi, Margherita Giusti, Justine Triet. “Si potrebbe dire: tre donne premiate, un bel segnale; ma non lo farò: mi apparirebbe improprio e riduttivo, perché quanto avvenuto va considerato nella normalità”, ha detto.
Parole anche per i David alla carriera, per Vincenzo Mollica, Milena Vukotic e Giorgio Moroder.

Cinema opportunità per il Paese

Guardando al presente, Mattarella non ha potuto che citare le “profonde e veloci trasformazioni” che hanno interessato il cinema in questi ultimi anni. “L’innovazione tecnologica ha favorito mutamenti radicali nei linguaggi, nelle modalità di trasmissione e di fruizione, nella stessa percezione dei contenuti”. E ori “il cinema registra una rinnovata vitalità e un più vasto campo d’azione”. “Si tratta di un’opportunità per il nostro Paese, non soltanto per chi vi opera. Perché il cinema – ha aggiunto – è un’industria di grande rilievo, che dà lavoro a tante persone, che coltiva specialismi e saperi e produce ricchezza che concorre al benessere del Paese”.

Da qui l’invito a cogliere le occasioni per il settore nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Le istituzioni sono quindi chiamate a promuovere le tante opportunità che possono offrire sviluppo in questo ambito. Opportunità che si inseriscono in una condizione internazionale che registra una competizione sempre più vigorosa e postula, quindi, un sicuro quadro normativo cui fare riferimento”, ha spiegato.

Mattarella: libertà d’espressione e spazio di incontro

“Grande attenzione va rivolta in particolare all’espressione dei giovani artisti, che devono poter provare, sperimentare, dunque formarsi e crescere. L’ingresso di nuove generazioni produce nuova ricchezza. Esprime libertà, quella libertà da assicurare anche a chi non condivide i nostri gusti, a chi la pensa diversamente”, ha detto poi.

Parole anche per le sale cinematografiche in difficoltà. “Non sono poche le città” che “non dispongono più di sale accessibili. E’ un tema che presenta evidenti risvolti sociali e non può essere considerato solo dal punto di vista degli equilibri commerciali. Le sale sono un luogo di incontro. Con il medesimo impegno per assicurare costante vitalità al tessuto civile vanno preservate le librerie” e “va posta attenzione a quei settori artistici e dello spettacolo che si propongono a pubblici più limitati, ma esprimono contenuti di alto valore e qualità”.
Le librerie e le sale cinematografiche, ha chiosato, “costituiscono beni preziosi che, oltre la loro portata economica, hanno una grande valenza per la comunità e per il grado di civiltà”.