Sonia Sarno

Giornalisti del Servizio pubblico contro giornalisti del servizio pubblico. Unirai boicotta Usigrai

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Lo sciopero di 24 ore indetto da Usigrai (e sostenuto da Fnsi) da oggi fino alle 5.30 del 7 maggio, è in parte boicottato dagli aderenti al nuovo sindacato Unirai. 

Il Tg1 delle 13,30 e il Tg2 delle 13 sono andati in onda grazie al boicottaggio del “sindacato di destra” Unirai. Anche Rainews sta trasmettendo soprattutto servizi di Rai Sport.

In onda

Alla conduzione per il Tg2 Stefania Zane e per il Tg1 Sonia Sarno. Spazio agli argomenti del giorno, in particolare agli aggiornamenti dagli scenari di guerra, al Consiglio dei ministri previsto per il pomeriggio, all’economia, alla politica, alla sport e alla cultura. In coda a entrambe le edizioni principali dell’ora di pranzo, le conduttrici hanno letto la nota dell’Usigrai, con i motivi della protesta, e il comunicato di replica dell’azienda.

Usigrai: in onda col trucco

Usigrai precisa che “pur di tentare di boicottare lo sciopero proclamato dall’Usigrai – a cui ha aderito la stragrande maggioranza dei giornalisti Rai – i direttori di Tg1 e Tg2 con spirito anti sindacale hanno deciso di mandare in onda le edizioni delle 13.30 e delle 13 con servizi e collegamenti insolitamente lunghi per raggiungere la maggior durata possibile (comunque inferiore a quella consueta). La verità è che così facendo hanno quasi completamente cancellato interi temi e intere notizie come cronaca e economia. Un inganno ai cittadini per mascherare il fallimento del boicottaggio. Pur di dare l’impressione che lo sciopero fosse fallito i direttori di Tg1 e Tg2 hanno concentrato i pochi al lavoro in una sola edizione facendo saltare le altre. Ad ora, ad esempio, al Tg2 su una programmazione prevista di 135 minuti sono andati in onda appena 26 minuti. Al Tg1 su 186 minuti, solo 28. Non siamo noi, evidentemente, a diffondere fake news”.

Unirai: meno arroganza e più rispetto per tutti

“Oggi è caduto un muro. È la fine del monopolio anche se qualcuno ancora fatica ad accettare la nuova realtà fatta di pluralismo anche sindacale. Oggi è una giornata storica per la Rai. Chi pretendeva di imporre la sua visione alla totalità dei giornalisti Rai è stato sonoramente sconfitto. Impari la lezione di democrazia. Si dia una calmata ed eviti di continuare a coprirsi di ridicolo”. È quanto si legge in una nota dell’Unirai. “C’è chi sta passando la giornata a cercare di intralciare il lavoro di chi legittimamente non ha scioperato – prosegue la nota -. Può andare a casa. Tutto inutile. Hanno lavorato tanti colleghi non iscritti al nostro sindacato che non ha voluto boicottare nulla. In presenza di più sindacati se si vuole avere la riuscita della protesta ci si confronta prima. Ma per farlo serve maturità. Serve accettare l’idea che esista un pensiero diverso. Serve meno arroganza e più rispetto per le idee di tutti”.

Il caso TGR Puglia

Oggi, nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti Rai, il telegiornale della Puglia delle 14 è andato regolarmente in onda. In Puglia è accaduto un fatto senza precedenti, riporta un comunicato Usigrai: Ed è accaduto nonostante il fatto che la stragrande maggioranza dei colleghi abbia aderito alla protesta e l’assemblea di redazione abbia espresso a larghissima maggioranza (con 18 voti favorevoli e 1 contrario) la volontà di aderire alla mobilitazione. Il direttore della Tgr e il caporedattore grazie ad una minoranza di colleghi si sono assunti, invece, la responsabilità di mandare in onda il telegiornale, nonostante fossero presenti solo 5 giornalisti oltre al caporedattore, su un totale di 22 in orario nella giornata odierna. Per di più avendo registrato la pagina sportiva alcune ore prima della messa in onda nulla, questo ha comportato che non sia stato detto nulla del fatto del giorno: l’aggressione con calci e pugni al direttore sportivo del Bari Calcio Ciro Polito.
È una responsabilità grave ed è una scelta che ci addolora e ci preoccupa. Dev’essere chiaro, però, che si tratta della decisione di una minoranza che non rappresenta il corpo redazionale al quale va la solidarietà del coordinamento dei cdr della Tgr.

Le reazioni

Macheda (Usigrai): Verificheremo quello che succede

“Verificheremo se non ci sono state violazioni del diritto di sciopero”. Lo ha detto il segretario Usigrai, Daniele Macheda, alla conferenza stampa alla Stampa Estera, rispondendo a una domanda in relazione alla possibilità che le principali edizioni dei tg Rai possano andare in onda nel giorno dello sciopero. “Vedremo che prodotto riusciranno a fare – ha aggiunto. Se si accontenteranno di giornali monchi o sommari che non rispondono a criteri giornalistici. Verificheremo con i cdr quello che succede, non c’è nessuna preoccupazione. Sappiamo che è un tentativo che l’azienda stava facendo. L’importante è capire quanti colleghi hanno aderito allo sciopero” “I dati di adesione non li conosco ancora”, ha detto ancora Macheda, sottolineando che “il diritto di scioperare o non scioperare va tutelato per tutto per tutti”, ma non è accettabile “tentare strumentalmente di boicottare lo sciopero”.

Di Trapani (Fnsi): scorretto che minoranza tenti far fallire sciopero
“La libertà è anche di chi non vuole scioperare, ma è illegittimo che una minoranza si organizzi con cambi di turni e si metta a disposizione per tentare di far fallire uno sciopero”. Lo ha detto il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, alla conferenza stampa alla Stampa Estera. “Vorrei anche dire che se una minoranza riesce a mandare in onda un’edizione del tg – ha detto ancora – dimostra solo che la maggioranza è in esubero. Se qualcuno in futuro proporrà esuberi in Rai saprà a chi citofonare. Non si sta facendo un danno alla sigla sindacale ma a tutta la redazione”. “Non è una questione che riguarda solo i giornalisti – ha sottolineato -. Occorre lottare per i diritti con una mobilitazione generale di mondi diversi che hanno a cuore la difesa dei valori costituzionali”.