Mattarella all’Onu: libertà d’informazione e tutela privacy per mantenere democrazia

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Pace, inclusione, giustizia, sono “capisaldi irrinunciabili per lo sviluppo sostenibile di ogni Paese” dice il capo dello Stato. Che guardando ai conflitti attuali invita a mettere fine a “visioni ed eredità ottocentesche” e “pulsioni di potenza”

“Fronteggiamo oggi un pericolo ulteriore che mina il rapporto di fiducia con le istituzioni e tra i Paesi, quello della disinformazione”. A dirlo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando alle Nazioni Unite.
L’occasione i lavori della Conferenza sullo stato di attuazione dell’obiettivo di sviluppo sostenibile 16 ‘Pace, Giustizia ed Istituzioni per lo Sviluppo Sostenibile’, organizzato dalla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, dal Segretariato dell’Onu e dall’Idlo (International Development Law Organization), nell’ambito dell’Agenda Onu 2030.
“E’ di venerdì scorso la Giornata mondiale per la libertà di stampa che ammonisce, ogni anno, sul valore della libertà d’informazione per il mantenimento della democrazia”, ha ricordato.
“Temi come l’accesso all’informazione, la libertà di espressione, la tutela della privacy, appartengono, a buon diritto, alle mete incluse nell’Obiettivo 16, oggetto di questa discussione”.

La basi per lo sviluppo sostenibile

“Pace, inclusione, giustizia, sono capisaldi irrinunciabili per lo sviluppo sostenibile di ogni Paese e di ogni società e mi piace sottolineare come siano principi portanti dell’ordinamento costituzionale italiano”, ha detto ancora nel suo intervento.
Secondo il capo dello stato, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, “ha il merito di avere fornito un orizzonte concreto per il loro realizzarsi, indicando un percorso che tutti gli Stati Membri si sono impegnati a perseguire nell’interesse dei popoli, che passa anzitutto dalla preservazione del pianeta, il luogo che abitano”.
“Giunti alla seconda metà del cronoprogramma di attuazione dell’Agenda, una decisa accelerazione verso il raggiungimento dei nostri obiettivi comuni appare imprescindibile, come riaffermato, lo scorso settembre, durante l’ultimo Vertice Onu in materia”, ha esortato.

Mattarella: stop a visioni ottocentesche

Mattarella ha ricordato le situazioni di conflitto in corso e il loro impatto su vasta scala. “Pace e Sviluppo hanno destini incrociati. Non può esservi l’uno, senza l’altra. Viviamo in un’epoca con il maggior numero di conflitti dalla fine della seconda guerra mondiale che divorano enorme risorse nella corsa agli armamenti, sottraendole allo sviluppo. L’appello alla costruzione delle condizioni necessarie per la pace e per porre fine ai conflitti non potrebbe essere più necessario e urgente”, ha spiegato.

“La prospettiva verso la quale ci muoviamo è quella di rendere le nostre società più coese e giuste, allargando gli spazi civici e politici di partecipazione a tutte le componenti delle società; rendendo le istituzioni, ad ogni livello, più inclusive e più rappresentative: in ultima analisi rinsaldando il “contratto sociale” fra popoli e istituzioni. Si tratta di condizioni essenziali per lo sviluppo della persona, purtroppo fragili o assenti in tante parti del mondo”.
“È sulla base di questo approccio che l’Italia dispiega la sua azione, con ferma determinazione nel sostenere gli strumenti di dialogo basati su quel principio di multilateralismo che oggi vediamo così drammaticamente messe in discussione dall’aggressione russa all’Ucraina e dalle conseguenze dell’irrisolto conflitto israelo-palestinese. Non possiamo continuare ad attardarci in relazioni fra Paesi basate su visioni ed eredità ottocentesche, su pulsioni di potenza”, ha chiosato.