GetNut, la soluzione che certifica l’invio di qualunque allegato di posta elettronica

Condividi

Tutti noi inviamo file digitali, a volte anche molto pesanti, e dobbiamo quindi preoccuparci di come poterli inoltrare in modo agevole. Quello di cui forse non ci preoccupiamo abbastanza è che l’invio di questi file sia certificato. Pensiamo a tutto l’universo delle agenzie di comunicazione che lavorano con il copyright, ma anche a chi lavora nell’ambito dei brevetti, o ancora agli architetti, agli avvocati: in sostanza, tutte le persone che vogliono avere una prova dell’invio e quindi la certificazione dei propri allegati.

A tal proposito, in questi giorni è stato lanciato sul mercato GETNUT, il nuovo servizio che si occupa di certificare tutti gli elementi della comunicazione digitale, e in particolare lo scambio di file. Ne parliamo con Giuliano Palombo, CEO e Marketing Manager di GET, la start up cha ha ideato e realizzato GETNUT.

La prima domanda che ci viene spontanea: in che cosa GETNUT è differente e perché diventerà un servizio indispensabile?

Durante lo svolgimento del mio lavoro qualche anno fa in dm3, agenzia di comunicazione integrata, mi sono reso conto che avevo l’esigenza di avere la prova dell’invio di un file di grandi dimensioni: o meglio la necessità di mandare in modo certificato, legalmente valido ed eventualmente riproducibile in giudizio, un file grande. Ho fatto delle ricerche per capire quali potevano essere questi strumenti e mi sono reso conto di come sul mercato non esistesse nulla. Da lì è nata l’idea di GETNUT, il nuovo servizio che stiamo lanciando e che ha come mission quella di certificare un allegato di grandi dimensioni. Poi abbiamo scoperto che, in realtà, anche gli allegati di dimensioni più piccole, al netto di particolari configurazioni, inviati con la PEC, che è lo strumento che utilizziamo tutti, non sono soggetti ad un controllo di merito né tantomeno a un controllo formale: l’eventuale garanzia in caso di controversia è limitata al nome del file contenuto nell’envelope e al suo peso. Insomma la prova sul file che inviamo normalmente in allegato con la PEC ha dei limiti, o meglio non è molto forte.

Mi viene subito da pensare a tutti quei documenti coperti da copyright. Quindi insomma il vostro target è poliedrico, va dalle agenzie di comunicazione, ad esempio, agli studi legali, a chi opera nei brevetti: un universo infinito.

Assolutamente sì; professionisti, piccola e media impresa, ma anche grandi aziende che hanno la necessità di proteggere e certificare che l’invio è stato effettuato a quella data ora e l’allegato è stato ricevuto da quella persona e in quel dato momento, sono sicuramente degli interlocutori e dei potenziali clienti di GETNUT.

Come è strutturata la vostra offerta al mercato, insomma, con quali pacchetti si può iniziare ad usufruire del servizio?

GETNUT viene lanciata con un pacchetto full, quindi un abbonamento che non differenzia la tipologia di servizio, e molto presto ci sarà la possibilità oltre all’abbonamento di acquistare in modalità pay per use, o meglio pay per invio. Ci sono anche una serie di servizi aggiuntivi quali la conservazione dei file nel nostro cloud storage drive, l’aumento della capacità di invio per ogni account. In un futuro prossimo ci sarà anche la possibilità di criptare il contenuto del messaggio e i singoli file. Per chiarezza, la piattaforma già da ora cripta tutti i file, però per una maggiore sicurezza ci sarà la possibilità da parte del mittente criptare il file ed il messaggio inviato, in modo che possa poi leggerlo e scaricarlo solo ed esclusivamente il destinatario.

Entriamo anche nel merito degli aspetti tecnologici del vostro servizio.

La tecnologia GETNUT utilizza un brevetto proprietario e gli standard di mercato richiesti da AgID, tra cui PEC e SPID. Ricordiamoci che in Italia esistono all’incirca 15 milioni di indirizzi PEC registrati attivi e tutti i professionisti con partita IVA e tutte le aziende hanno l’obbligo di comunicare un indirizzo PEC alla Camera di Commercio; in Italia esistono anche all’incirca 35 milioni di SPID, quindi c’è sicuramente un target che è già sensibile a questo tipo di necessità.
Tecnicamente GETNUT integra SPID per quanto riguarda la certezza dell’identità di mittente e destinatario e PEC per la certezza dell’invio e della ricezione.

Abbiamo inoltre integrato l’algoritmo Sha 256 che verifica l’Hash del file; tale impronta digitale del file, o Hash, viene poi inserito nella transazione di invio. Questo mix tecnologico ci consente di poter dare una certificazione che è senza limiti di tempo, sempre accessibile e sempre a disposizione dei nostri utenti nella propria dashboard.

Quindi GETNUT funziona solo nel contesto PEC?

La PEC è una mail di sistema con la quale la piattaforma comunica, ma il cliente mittente può inviare un GETNUT a qualsiasi casella mail, non è necessario che scriva a una PEC.

In definitiva l’utilizzo di GETNUT consente di completare le attuali certificazioni che abitualmente otteniamo con l’uso di PEC e SPID, aggiungendo a queste la prova informatica al 100% dell’effettivo download, la possibilità di identificare il file inviato e scaricato senza margine di errore, la garanzia sull’identità personale del destinatario e del mittente. Tutto questo, per le caratteristiche proprie ed esclusive di GETNUT, senza limiti di tempo.

Per maggiori Info potete visitare https://www.getnut.it o registrarvi per testare la piattaforma su https://bit.ly/4dui4Mu