Roberto Sergio (Foto LaPresse)

Sergio in Vigilanza: Rai vittima di accanimento distruttivo e su Telemeloni…

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Un Piano Industriale con obiettivi “ambiziosi perché rispondono alla situazioni del mercato di riferimento complesse e in continua evoluzione”, e nel quale “non sono previsti, vista la logica di rinnovamento e sviluppo, ridimensionamenti del perimetro aziendale”. Così l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio nella relazione in Vigilanza con la quale ha presentato il Piano Industriale 2024-26 e il Contratto di Servizio, “approvati -spiega- in tempi record”. Il Piano Industriale, spiega Sergio, “proietterà i propri risultati oltre il triennio 2024-26 con una prospettiva temporale ancora più ampia”, ed ha l’intenzione di “garantire l’efficacia del ruolo di Servizio Pubblico attraverso una maggiore rilevanza su tutti i diversi segmenti di audience”.

L’intervento di Roberto Sergio in Commissione di Vigilanza, 8 maggio 2024 (PDF)

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“Una rivoluzione”, spiega Sergio, “che rappresenta un radicale cambiamento nel modo di lavorare di ciascuno di noi; una rivoluzione sostenuta da un ambizioso programma di investimenti in tecnologia e da un rinnovo delle competenze, in linea con i cambiamenti perseguiti dagli altri principali Servizi Pubblici europei”. Il Piano Industriale prevede 3 step fondamentali, spiega l’ad Rai, che sono l’ottimizzazione del business corrente, la valorizzazione degli asset aziendali e la trasformazione in Digital Media Company”.

Ciò avverrà “attraverso l’ottimizzazione dei palinsesti (riduzione della frammentazione, concentrazione delle risorse in fasce di maggior ascolto e ampliamento della serialità in prima serata) e l’ottimizzazione del mix dei contenuti secondo un approccio più crossmediale e integrato fra le varie piattaforme”, aggiunge Sergio. “Si rinsalda il ruolo della Rai come principale investitore nazionale su Fiction e Film, Documentari e Factual e sui prodotti nativi digitali oltre alle collaborazioni con i produttori indipendenti”.

Azienda vittima di accanimento distruttivo, accuse infamanti

‘Ricostruzioni che mortificano la comunità di donne e uomini che ogni giorno lavora per portare nelle case degli italiani il meglio delle loro capacità’

La Rai è “vittima” di un “accanimento distruttivo”, “che cerca di contrapporre a fatti, dati, numeri, risultati concreti e verificabili, delle fantasiose ricostruzioni quando non delle infamanti accuse che non solo danneggiano la reputazione e il valore della Rai ma che mortificano la comunità di donne e uomini che ogni giorno lavora per portare nelle case degli italiani il meglio delle loro capacità”.

“La Rai -ha detto Sergio – non solo non merita questo trattamento ma ha bisogno di essere protetta e difesa da fakenews costruite ad arte per screditare e ottenere qualche titolo sui giornali. L’Azienda deve poter concentrare tutte le energie sul percorso di sviluppo che l’attende negli anni a venire per restare un servizio fondamentale per il pubblico, il centro dello sviluppo dell’industria audiovisiva (con fiction, cinema, documentari), una vetrina unica per il mercato musicale e infine la vita per 13mila famiglie a cui si devono aggiungere altre migliaia di famiglie di tutto l’indotto che dipende dalla Rai”.

“I Vertici, che sono dipendenti Rai, hanno l’obbligo e il dovere di difendere, fino all’ultimo giorno del mandato, il valore e l’identità della Rai Radio Televisione Italiana”, ha concluso Sergio.

“Dubunking delle principali fake news sulla Rai” (PDF)

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Su Bortone non provvedimento disciplinare ma richiesta chiarimenti

In merito al caso Scurati “non è stata vietata né la partecipazione dell’ospite né la lettura del monologo”. L’ad sottolinea che “si tratta di un atto dovuto”, al quale “seguirà un iter previsto dal regolamento”. Non è, dunque, “un provvedimento disciplinare, è una richiesta di chiarimenti che verranno valutati per poi decidere quali provvedimenti saranno predisposti”, scandisce Sergio. “E’ una contestazione ma non un provvedimento”. L’ad ha poi sottolineato che “la vicenda ha creato un danno reputazionale” all’azienda.

“Siamo un’azienda e ci sono delle regole che devono essere rispettate da tutti, sia giornalisti che non giornalisti”, ha aggiunto Sergio.

TeleMeloni? Con Fuortes presenza esecutivo superiore a governi precedenti

Rai ‘TeleMeloni’? “Rispondiamo con i dati dell’Osservatorio di Pavia. All’inizio della legislazione, periodo ottobre 2022-primo trimestre 2023 con la gestione Fuortes, la presenza dell’esecutivo appariva superiore alla media dei Governi precedenti”. Durante la gestione Fuortes, ha scandito Sergio, la presenza dell’esecutivo era “il 40%, quando per prassi, considerando la ripartizione di un terzo Governo, un terzo maggioranza e un terzo opposizione, la media è intorno al 33%. Tale presenza è andata via via ridimensionandosi, tornando poi durante il nostro mandato nell’ambito delle percentuali registrate nelle legislature precedenti”.

Su Travolta a Sanremo azienda ha chiesto risarcimento danni

Sul caso di John Travolta a Sanremo “abbiamo avviato un’azione al tribunale civile di Roma nei confronti delle società Divina Luna e di U-Power, per inadempimento contrattuale e violazione degli obblighi di correttezza, per il risarcimento danni anche reputazionali”.

Da un esame dell’audit interno “è emerso che né i dipendenti né i collaboratori esterni della Rai erano a conoscenza della volontà dell’attore di indossare le scarpe con il logo dell’azienda U-Power poco noto al pubblico-ha spiegato Sergio- e il contratto stipulato con la società Divina Luna prevedeva espressamente il divieto di introdurre elementi di valenza pubblicitaria o promozionale se non da Rai autorizzato”. L’esibizione ha dunque “violato gli accordi”. Inoltre, ha aggiunto Sergio, “è stato sospeso il pagamento dell’intero compenso per la prestazione di Travolta”.

Solidarietà a colleghe minacciate, più cauti quando si fanno dichiarazioni

“Le violenze sul web sono alimentate da alcune dichiarazioni fatte. Tutti noi dovremmo dunque attenerci ad un codice di comportamento per evitare che questi signori ne approfittino. Solidarietà di tutta l’azienda Rai alle colleghe”. Ha detto Sergio commentando la notizia delle aggressioni social ricevute da alcune giornaliste Rai per non aver aderito allo sciopero del 6 maggio. “E’ un elemento che dovrebbe essere oggetto di valutazione -ha aggiunto Sergio- Si dovrebbe essere un po’ più cauti quando si dicono le cose, anche giuste e corrette”.

Ho chiesto di inserire ‘Insider’ di Saviano nei palinsesti

“Ho chiesto al direttore Stefano Coletta di inserire Insider nei prossimi palinsesti estivi o invernali”. Dice Sl’ad Rai, in merito al programma di Roberto Saviano del quale era stata annullata la messa in onda.

Nel caso Scurati non un motivo editoriale ma economico

In merito al caso dello scrittore Antonio Scurati, “non e’ stato annullato un contratto, c’era una trattativa che era stata finalizzata ma non con un contratto firmato”. “Si era d’accordo sul valore economico – ha aggiunto Sergio – dopo di che si e’ venuti a conoscenza delle promozioni”, e per questo motivo “si e’ detto che non doveva essere a titolo oneroso ma che sarebbe stato a titolo gratuito. Non si tratta dunque di un motivo editoriale ma di un motivo economico”.

Sergio cita poi il caso di Cottarelli: “Vi potrei fare una lista delle persone nella stessa trasmissione della Bortone che inizialmente erano previste a titolo oneroso e poi passate a titolo gratuito- ha scandito Sergio- Uno dei casi proprio di ‘Che sarà’, che va addirittura oltre quello di Scurati, è quello di Cottarelli, nel momento in cui si e’ venuti a conoscenza della promozione del libro, in quel caso con contratto firmato, non gli e’ stato pagato. E’ una prassi quella di sostituire una presenza a titolo oneroso con una presenza a titolo gratuito quando ci sono promozioni in corso”. Scurati “poteva venire in trasmissione” ha aggiunto Sergio.