Rai, Rossi: nessun comportamento antisindacale contro lo sciopero

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In Vigilanza insieme all’ad Sergio, il dg Rossi ha replicato alle accuse mosse ai vertici Rai sull’astensione del 6 maggio. Su Bortone richiede “uguaglianza di diritti e doveri per tutti”. Gli addii in Rai? Capaci di attirare altri talent

“Non c’è stato alcun comportamento antisindacale da parte dell’azienda nello sciopero, ma una spontanea presenza che ha consentito di mandare in onda i tg. Una presenza legittima come stabiliscono le sentenze che equiparano la libertà di scioperare a quella di non scioperare”.
A dirlo, in un passaggio del suo intervento il dg Rai Giampaolo Rossi durante l’audizione in Vigilanza. Con lui presente anche l’ad Roberto Sergio.

“Lo sciopero ha riscontrato un’adesione del 56% su tutti i giornalisti e del 71% se si calcolano solo i presenti. Se l’adesione fosse stata più alta non sarebbe stato possibile mettere in onda i tg. L’affluenza non è stata tale da non consentire di mandare in onda le edizioni più importanti”, ha aggiunto.
“Coloro che hanno deciso di lavorare hanno consentito la copertura, come la giornalista del tg Puglia”, ha aggiunto Rossi. L’azienda ha pertanto garantito, ha sottolineato, “un valore enorme di libertà e pluralismo: aver garantito il diritto di sciopero e al contempo l’informazione prevista dal servizio pubblico”.

Minacce a chi non ha scioperato

Rossi ha denunciato come “alcune giornaliste della Rai, del Tg1 in particolare, che non hanno aderito allo sciopero, tra cui Laura Chimenti, sono state oggetto di aggressioni violentissime e di minacce di morte perfino sui social”. Il dg ha dunque chiesto alla commissione di esprimere solidarietà verso “giornaliste che hanno deciso di lavorare e che invece stanno subendo un’aggressione per il clima che si è venuto a creare per questo sciopero”.

Rossi: Bortone? Uguaglianza di diritti e di doveri per tutti

Rossi ha parlato anche della contestazione disciplinare nei confronti della giornalista Serena Bortone. “Se c’è un’uguaglianza di diritti c’è anche un’uguaglianza di doveri”, ha detto. La necessità di una autorizzazione al rilascio di dichiarazioni “vale per il direttore generale come per l’ultimo dei dipendenti assunto ieri”, ha chiosato.

Nessuna fuga dalla Rai

Infine un riferimento agli addii di volti storici da Viale Mazzini, da ultimo quello di Amadeus.
“Abbiamo letto ricostruzioni farneticanti sull’addio di Amadeus”, ha detto. “La più grande motivazione è sempre dettata da nuovi stimoli e una sorta di maggiore autonomia nella costruzione dei programmi. Non c’è stata nessuna fuga, le regole sono dettate dal mercato”, ha rimarcato.
“La Rai ha vincoli maggiori che rendono difficile competere con soggetti che si muovono liberamente sul mercato”. “La perdita dei talent, ha concluso, viene ripagata dalla capacità di attrarne altri, come Giletti, Alessia Marcuzzi e Chiambretti. E’ un mercato in ebollizione e sarà interessante vedere come evolverà”.