Internazionali, il ministro Schillaci: sport foriero di modelli positivi

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Solo qualche giorno fa, alla Farnesina, gli atleti italiani sono stati investiti del ruolo di ambassador del made in Italy. In occasione del primo incontro del ciclo ‘Vita da Campioni’ giunto alla terza edizione, nell’ambito degli Internazionali Bnl d’Italia in corso di svolgimento al Foro Italico, è stata la volta del ministro della salute Orazio Schillaci a chiedere allo sport i suoi modelli positivi, a cominciare da Jannik Sinner.
“Dobbiamo cambiare paradigma”, esordisce il ministro, “investire in prevenzione è la risposta migliore a chi vuole che il sistema assistenzialistico rimanga universale. Siamo una popolazione molto longeva però bisogna invecchiare bene. La prevenzione fin da bambini è l’arma migliore, alcuni insegnamenti vanno dati fin dalla prima elementare. Un terzo della popolazione italiana fa vita sedentaria, un dato fermo da molti anni. Il trend sull’obesità, da medico, mi preoccupa di più perché colpisce le fasce più giovani. Sogno una popolazione senza malattie ma che stia bene fisicamente e mentalmente. Il mondo sportivo ci può aiutare a promuovere stili di vita corretto perché gli atleti sono molto seguiti e possono essere i testimonial migliori. Penso a Sinner, per esempio”.

“Sport e attività motoria unite a una corretta alimentazione rappresentano la forma di prevenzione al costo più basso che ci possa essere”, gli fa eco il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma.
“Il tennis è lo sport che più di tutti allunga la vita, dieci anni”, sottolinea il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi, “lo sport non è solo vittorie, competizione e divertimento, ma soprattutto salute, il modo più importante per incidere sul futuro del paese”.
“Un euro investito nello sport porta a un risparmio di 1000 euro in sanità”, ricorda l’ex nuotatrice Alessia
Filippi. “Il 5% del Fondo sanitario nazionale viene oggi destinato alla prevenzione”, conclude Schillaci, “una percentuale che va cambiata appena possibile. Il nostro sistema sanitario ha 45 anni e va aggiornato. Se i malati aumentano è impossibile continuare a garantire le cure per tutti con questo sistema”.