Storie di Serie A: Maldini va per avvocati. La Lega smentisce la censura

Condividi

Caso Maldini-Alciato: si è irrigidito il Milan o, piuttosto, il Napoli di Aurelio De Laurentis? La vicenda della ‘censura’ alla tranquilla intervista di Paolo Maldini ad Alessandro Alciato sulla piattaforma – sito più radio tv – della Lega di Serie A scuote la giornata che precede la finale di Coppa Italia. Maldini va per avvocati, dalla Lega smentiscono e precisano.

Un signorilissimo Paolo Maldini e un impeccabile Alessandro Alciato. Che ad un certo punto dell’intervista al campione ed ex dirigente del Milan avverte esplicitamente il pubblico di ‘Storie di Serie A’ che la chiacchierata non avrebbe proposto alcuno spunto polemico.

A sentirla a risentirla – su youtube, nel sito/radio della Lega Serie A il contenuto è ancora annunciato, ma non è immediatamente disponibile – si fa fatica a capire cosa, a stare ai rumors, avrebbe indispettito il Milan o qualche altro club spingendolo a chiedere alla Lega di far ‘decadere’ il contenuto. Con Alciato che così nel frattempo sarebbe stato costretto a rompere i rapporti con la piattaforma e Maldini a mettere di mezzo gli avvocati lamentando la censura.

Paolo Maldini e Alessandro Alciato

Nell’ora scarsa di discorsi a largo respiro, Maldini fa i complimenti ai visionari Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, con la secca smentita che ci sia stata una difficoltà nei rapporti. Emerge piuttosto, quasi inedita, l’amicizia perdurante con Piersilvio Berlusconi. E poi Maldini parla anche della perfetta sequenza di allenatori del club: prima Niels Liedholm, poi Arrigo Sacchi e quindi Fabio Capello. “Non si fossero avvicendati in quest’ordine – ha raccontato l’ex capitano rossonero – l’esperienza mia personale e quella del club sarebbero state probabilmente molto diverse”.

Il passaggio incriminato

Quali potrebbero essere stati i passaggi ritenuti ‘sensibili’, se mai qualcuno si è davvero sentito toccato da quanto detto da Maldini? Forse – ma è solo un’ipotesi – quando l’ex esterno sinistro più forte del mondo ha sostenuto, nella parte finale della chiacchierata con Alaciato, che in ogni squadra non deve mai mancare una capacità speciale di supporto ai giocatori, specie i più talentuosi, inevitabilmente fragili e sottoposti a incredibili tensioni.

Ma i concetti di Maldini sembrano più evocare e riguardare la situazione venutasi a creare al Napoli nella stagione in cui sono andati via dal club azzurro Luciano Spalletti e Cristiano Giuntoli, allenatore e direttore sportivo, piuttosto che i problemi dell’attualità rossonera.

Maldini va dall’avvocato

Le agenzie stampa, comunque, hanno dato conto nel pomeriggio di due prese di posizione. Maldini è andato per avvocati. Dice l’Ansa, infatti, che Paolo Maldini, ex capitano e bandiera del Milan, di cui è stato anche direttore dell’area tecnica nell’ultimo scudetto rossonero, attraverso il suo avvocato Danilo Buongiorno, “a fronte della nota censura alla propria intervista presso Radio serie A (ovvero la Radio Tv ufficiale della Lega serie A calcio) dello scorso 9 maggio, comunica di avere già incaricato” il suo difensore “per la propria tutela da tali gravi comportamenti ingiustamente subiti”.

La nota continua dicendo che “l’avvocato Danilo Buongiorno, a nome e per conto del Sig. Paolo Maldini, diffida chiunque dalla reiterazione di tali comportamenti e si riserva, se del caso, ogni azione a tutela del proprio cliente; ed a difesa del diritto fondamentale di libertà di espressione”. Il giornalista Alessandro Alciato, che aveva realizzato l’intervista, nei giorni scorsi aveva parlato sui social di “pressioni per non mandarla in onda”. E rivolgendosi a Maldini aveva detto: “la tua libertà di pensiero fa sempre la differenza”. Fin qui l’Ansa.

 La Lega Serie A smentisce

Poco più tardi è arrivata la risposta della Lega. Che così recita. “Con riferimento alla nota stampa diffusa dalle principali agenzie media su una presunta “censura” all’intervista a Paolo Maldini mandata in onda su “Radio Serie A con RDS”, la Lega Serie A precisa che la notizia diffusa è falsa in quanto l’intervista integrale è stata trasmessa due volte sulla radio il 9 maggio e, fin da subito, la sbobinatura completa della stessa è stata inviata a tutte le redazioni giornalistiche perché ne avessero piena contezza. Non corrisponde al vero neanche la circostanza che sarebbero state fatte  pressioni per non mandare in onda l’intervista, come è facile verificare visto che la pubblicazione dipende solo dalla Lega stessa”.

Che cosa è successo allora?. La nota spiega: “Tale intervista, dopo la diffusione integrale in radio e dopo che gli estratti più significativi erano stati pubblicati sui social ufficiali della Lega, è stata peraltro pubblicata, sempre integralmente, sul canale YouTube della Serie A, dove è rimasta fino al pomeriggio. A seguito di molti commenti negativi, anche al protagonista dell’intervista, la Lega Serie A, in totale autonomia editoriale e in ossequio a una prassi tipica nella gestione dei canali social e normalmente adottata in passato per circoscrivere analoghi sentiment negativi, ha posto la suddetta intervista in modalità “non in elenco”. Venerdì mattina, non appena si sono attenuate le polemiche, l’intervista è tornata accessibile sul canale ufficiale YouTube della Lega dove ancora oggi può essere visionata integralmente.”