Meloni: tentativi per far saltare confronto con Schlein. In Rai? Io meno di altri

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All’incontro organizzato da La Verità, la premier replica alle accuse di occupazione del servizio pubblico e dice la sua sul confronto con la segretaria Pd in vista delle Europee: utile per “aiutare cittadini nella scelta”

Il nervosismo in Rai, ma anche il confronto con Elly Schlein che – anche se non ancora avvenuto – sta agitando e animando la campagna elettorale per il voto europeo di giugno.
Tra i temi di cui Giorgia Meloni ha parlato con Maurizio Belpietro al ‘giorno della Verità’ hanno trovato spazio anche argomenti che ultimamente hanno alimentato e non poco i media del paese.

Meloni: movimenti per non farmi fare confronto con Schlein

Si parte dall’incontro con la segretaria del Pd in programma il 23 maggio, a ‘Porta a Porta’, nel salotto di Bruno Vespa. “Il confronto mi piace, penso sia il sale della democrazia, in particolare in campagna elettorale. Mi fa molto sorridere il dibattito che sta generando l’aver dato disponibilità al confronto”, ha detto Meloni, citando “denunce e lamentele”.
Ovvi, i riferimenti alle prese di posizione dei vertici degli altri partiti, che da più direzioni hanno chiesto l’intervento delle autorità come Agcom.
“Mi aspetto di fare il confronto, ma vedo molti movimenti contro questa iniziativa, vedo molta critica, ci sono cose che si stanno muovendo, magari con l’idea che questo confronto non si faccia: penso che sarebbe un errore”.
“Gli altri sono liberi di organizzare altri confronti, ma che si brighi per tenetare di impedire questo mi pare eccessivo”, ha chiosato.

E sul valore del confronto, Meloni ha detto: “mettere a confronto ricette e visioni è un modo di aiutare cittadini nella scelta, è la cosa più naturale del mondo”, ha continuato. “Penso sia normale, particolarmente in una campagna elettorale come quella in cui siamo, in rapporto all’Unione europea, per raccontare agli italiani che ci sono due modelli: la proposta socialista e conservatori.

Giorgia Meloni intervistata da Maurizio Belpietro (Foto Ansa)

Nervosismo in Rai “perché non è più TelePd”

Passaggio poi sul tema Rai. Secondo Meloni il clima di “nervosismo” attorno al servizio pubblico “non c’è perché c’è TeleMeloni, ma perché non c’è più TelePd”.
“Su TeleMeloni la Meloni è drammaticamente ultima, non accetto queste accuse”, ha proseguito, citando anche i numeri. “Telemeloni non la voglio, vorrei un servizio pubblico e non sempre l’ho visto: mi sono andata a guardare i dati dell’Osservatorio di Pavia se effettivamente ci fosse uno squilibrio, proprio il Tg1: focus presenza media in minuti del presidente del Consiglio nei primi 14 mesi di governo: io sono stata presente 15 minuti su Telemeloni, Giorgia Meloni, Draghi 19 minuti e già Telemeloni un po’ scricchiola, Conte 42 minuti. Il Conte uno 25 minuti, Gentiloni 28 minuti, Matteo Renzi, attenzione attenzione, 37 minuti”.