Bandiera Ue (Photo by ALEXANDRE LALLEMAND on Unsplash )

Boom disinformazione per il voto. Ue: azioni dirette e indirette, Russia protagonista

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La disinformazione cresce “sensibilmente” in Europa in vista delle elezioni europee, con un aumento “sia qualitativo che quantitativo”, che punta come al solito a creare “confusione e sfiducia nel processo democratico”. Ma ‘Ue è però in allerta e in contatto con i 27 per “proteggere” le elezioni.

Interferenze dirette e indirette

Secondo le informazioni riprese da Ansa – che cita un alto funzionario Ue – , dietro alla campagna si cela principalmente la Russia. Le tecniche impiegate prevedono sia “interferenze dirette che indirette”, con attori impegnati ad “amplificare” frizioni già presenti nel dibattito pubblico, come ad esempio “le proteste degli agricoltori”.
“Il fatto che stiamo registrando un aumento nella disinformazione non significa che la legittimità delle elezioni sia a rischio, anzi: la vediamo, la denunciamo, ci interfacciamo con le strutture preposte negli stati membri, siamo pronti”, ha puntualizzato la stessa fonte.

Difficile fare un paragone con il 2019, perché quantificare la disinformazione non è “una scienza esatta”. Inoltre “più la si cerca più la si trova” e, soprattutto, “gli strumenti sono migliorati in questi cinque anni”. Questo vale però anche per i disinformatori. Le strutture dell’Ue vedono infatti campagne lanciate su “più piattaforme contemporaneamente”, “l’uso dell’intelligenza artificiale per produrre contenuti a basso costo o per le traduzioni”, la creazione di siti “ad hoc”, a volte “copie di testate legittime mainstream”.

L’esempio della ‘Pravda’

Le tecniche variano ma un esempio pratico è quello dei domini ‘Pravda’. Dalle indagini di EDMO – European Digital Media Observatory – è emerso che nell’arco di una settimana (20-26 marzo 2024) la rete Pravda è stata attivata in 19 paesi dell’Ue: Grecia, Italia, Paesi Bassi, Danimarca, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Romania, Finlandia, Svezia, Portogallo, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Cipro, Irlanda, Slovenia (la registrazione dei siti è di un anno, per coprire le elezioni europee).
Tutti i siti web della rete utilizzano lo stesso tipo di fonti, in particolare i media russi di proprietà o controllati dallo Stato, come Tass, RIA, Lenta, Tsargrad e così via.
I siti ripubblicano spesso contenuti provenienti da account specifici, il che suggerisce un elevato volume di automazione, e il loro comune modus operandi indica chiaramente “un coordinamento dietro le loro pubblicazioni”.