L’Ue apre indagine su Meta: rischi dipendenza social nei bambini

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Secondo la Commissione Ue gli algoritmi di Facebook e Instagram potrebbero creare rischi per salute mentale. Sotto indagine anche i metodi di verifica dell’età.
La replica: oltre 50 strumenti per difenderli

Meta sempre nel mirino dell’Ue. Dopo l’avvio di un’indagine sulla gestione della disinformazione, la Commissione europea ne ha aperta una per la possibile violazione delle norme Ue contenute nel Digital Services Act (Dsa) a tutela dei minori.
Bruxelles teme che i sistemi di Facebook e Instagram, con i loro algoritmi, possano stimolare dipendenze comportamentali, creare isolamento e depressione rischiosi per la loro salute mentale.

Breton: non fanno abbastanza

“Non siamo convinti che Meta abbia fatto abbastanza per rispettare gli obblighi del Digital Services Act per mitigare i rischi di effetti negativi sulla salute fisica e mentale dei giovani europei sulle sue piattaforme Facebook e Instagram”, ha sottolineato il commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton.

L’istruttoria sarà condotta in linea prioritaria e consentirà all’esecutivo Ue di continuare ad accumulare prove e fare pressione su Meta affinché migliori la sua azione di tutela degli adolescenti.
Durante le indagini la squadra di Breton avrà il potere di adottare misure provvisorie e decisioni di non conformità.

Rischi e sistemi di verifica

Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg era già stato messo in guardia a novembre sulle possibili violazioni a danno della tutela dei minori, ma le sue risposte alle richieste formali di Bruxelles non sono state considerate rassicuranti.
Da qui la decisione di avviare il procedimento, davanti ai timori che Facebook e Instagram possano stimolare dipendenze comportamentali, creare isolamento e depressione.
L’indagine Ue, nel dettaglio, riguarda dunque il rispetto degli obblighi in materia di valutazione e mitigazione dei rischi nella progettazione delle interfacce di Facebook e Instagram, “che possono sfruttare le debolezze e l’inesperienza dei minori e causare comportamenti di dipendenza” e “rafforzare” gli effetti più dannosi per la salute mentale.

Sotto la lente anche i metodi di verifica dell’età messi in atto. Bruxelles ne valuterà anche la conformità ai requisiti necessari a impedire l’accesso di bambini e adolescenti a contenuti inappropriati. Il sospetto è che “potrebbero non essere ragionevoli, proporzionati ed efficaci”.

Anche TikTok

Non è la prima indagine che guarda alla tutela dei più piccoli. Il 22 aprile scorso l’Ue, mossa dagli stessi timori relativi, aveva aperto un’indagine nei confronti di TikTok, portando pochi giorni dopo il popolare social cinese a sospendere il suo programma a premi sulla app Lite – poi sospesa – in Francia e in Spagna.
Per chi viola le norme, ricordiamo, il Digital Services Act prevedono multe fino al 6% del giro d’affari annuo globale delle società e, in caso di recidiva, il divieto di operare in Europa.

La replica di Meta

Tramite un portavoce, Meta ha detto la sua in merito all’indagine avviata dalla Commissione europea. “Vogliamo che gli adolescenti abbiano esperienze online sicure e adatte alla loro età. Per questo nell’ultimo decennio abbiamo sviluppato oltre 50 strumenti e policy pensate proprio per proteggerli. Questa, ha concluso la holding, è una sfida che tutto il settore si trova ad affrontare e siamo pronti a condividere maggiori dettagli sul nostro lavoro con la Commissione Europea”.