Giorgia Meloni (Foto LaPresse)

AI, Meloni: è risorsa solo se migliora lavoro. Serve sviluppare competenze

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Non si può fermare l’AI, ma serve lavorare perchè questa rivoluzione sia sempre a misra d’uomo, dice la premier al Festival del Lavoro di Firenze. Sapere e competenza “fanno la differenza”

“L’intelligenza artificiale sarà una risorsa se il suo sviluppo migliorerà la qualità del lavoro se lo renderà più efficiente, sempre più a misura di persona. Non sarà una risorsa, al contrario, se condurrà semplicemente alla sostituzione dei lavoratori o all’espulsione di milioni di lavoratori dal mercato del lavoro”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio – il 16 maggio – è intervenuta al Festival del Lavoro in corso a Firenze.

Dal momento che la nuova tecnologia “prima o poi, e con accenti diversi” investirà tutto il mondo del lavoro, non solo “profili di eccellenza tecnologica”, secondo Meloni quello che serve è lavorare sulle competenze. “Io sono convinta che sia fondamentale lavorare tutti insieme per promuovere un vasto programma di re-skilling e up-skilling per tutti, giovani e adulti, lungo tutto l’arco della vita e nei luoghi di lavoro e nelle società”.
Perchè, ha continuato, “in futuro continueremo ad avere bisogno di operai, di insegnanti, di artigiani, di medici” e l’AI sarà il modo di svolgere quei lavori e “sarà necessario acquisire le competenze necessarie per farlo”.

Sapere una ricchezza

“Come ci dice la Banca Mondiale, l’80% della ricchezza delle nazioni più avanzate è rappresentata dal sapere. È il sapere, è la competenza che fanno la differenza in questo tempo. È una priorità sulla quale dobbiamo avere il coraggio e la forza di investire”.
“Non possiamo da una parte fermare questa rivoluzione – ha concluso – ma dobbiamo lavorare per fare in modo che questo processo sia sempre a misura d’uomo, che sia cioè incentrato sull’uomo, controllato dall’uomo e che abbia l’uomo come suo ultimo fine”.