Addio a Franco Di Mare

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Poche settimane fa l’annuncio della malattia da Fazio. I funerali, a Roma, il 20 maggio alle ore 14.00 nella Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo

E’ morto Franco Di Mare, storico inviato e direttore Rai. Era malato da diversi anni di mesotelioma.
“Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare”, si legge nella nota che la famiglia ha diramato per comunicarne la scomparsa.

Solo qualche settimana, Di Mareera apparso in video a ‘Che Tempo che Fa’ da Fabio Fazio, denunciando l’assenza di vicinanza dell’azienda a seguito della sua malattia contratta a causa dell’esposizione all’uranio durante la guerra in Jugoslavia, seguita da corrispondente.

La carriera in Rai

Di Mare era un nome e un volto notissimo per i telespettatori italiani. Napoletano, classe 1955, è stato uno storico inviato della Rai nelle di aree di crisi. Nel servizio pubblico arriva nel 1991: nella redazione esteri del Tg2 ha seguito la crisi dei Balcani come inviato di guerra, visitando luoghi come Bosnia, Croazia e Kosovo. Ha anche coperto eventi in Mozambico, Somalia, Rwanda, Burundi e nella regione dei Grandi Laghi in Africa.

Di Mare, ricorda AdnKronos, ha realizzato inchieste giornalistiche sulla mafia dell’Europa dell’Est, la guerra in Kosovo, in Bosnia e in Rwanda, oltre a seguire le elezioni presidenziali e politiche in vari paesi del mondo. Ha anche indagato sul terrorismo in Giappone, Russia, Medio Oriente e Africa Orientale. La sua esperienza include la copertura delle guerre in Afghanistan e Iraq (prima e seconda), i conflitti tra Eritrea ed Etiopia e a Timor Est.

Nel 2003, ha iniziato la sua carriera di conduttore televisivo soprattutto nel programma ‘Unomattina’, che ha lasciato nella stagione 2013-14 per la trasmissione pomeridiana ‘La Vita in diretta’. Nel 2019 viene nominato vicedirettore di Rai Uno e nel 2020 direttore generale del day time della Rai. Dallo stesso anno fino al 2022 è stato direttore di Rai Tre.

Il ricordo di Viale Mazzini

Immediato il cordoglio dei vertici di Viale Mazzini, espresso con una nota ufficiale. “Per la Rai, per la quale si è sempre speso con passione e professionalità, è motivo di profondo dolore, al quale si unisce la riconoscenza per quanto fatto nel corso della sua lunga carriera che lo ha spesso visto in prima linea per raccontare coraggiosamente i conflitti nel mondo”, si legge nel testo che ricorda la sua attività di giornalista e di dirigente.