Povertà

Oxfam, in 3 anni i dividendi cresciuti 14 volte più dei salari

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In Italia l’aumento del +86%, a fronte di un calo degli stipendi del 13%

Tra il 2020 e il 2023 i dividendi distribuiti agli azionisti dalle 1.200 società a maggiore capitalizzazione al mondo sono cresciuti, in termini reali, 14 volte più velocemente della retribuzione media dei lavoratori di 31 Paesi, che insieme rappresentano l’81% del Pil globale. Nello stesso periodo i dividendi delle major italiane sono cresciuti dell’86% in termini reali, mente i salari reali hanno registrato un calo di quasi il 13%. E’ quanto risulta da un’analisi di Oxfam basata sul Janus Henderson Global Dividend Index, che esamina l’andamento, su base annua, del 90% dei dividendi globali.

Il “monte cedole” complessivamente monitorato è proiettato a raggiungere 1.720 miliardi di dollari nel 2024, superando la cifra record di 1.660 miliardi di dollari del 2023. Nel 2023 i dividendi distribuiti dalle maggiori società italiane quotate in borsa hanno toccato la cifra record di 20,1 miliardi di dollari (18,5 miliardi di euro), con un incremento del 17,9% su base annua. Tre quarti dell’incremento sono attribuibili ai dividendi distribuiti dagli operatori del settore bancario e nessuna delle società esaminate ha ridotto le cedole su base annua. Considerando una finestra temporale più ampia, in Italia i salari nominali sono cresciuti tra il 1991 e il 2022 del 107,5%, ma i livelli salariali in termini reali sono rimasti pressoché invariati, mostrando una crescita di appena l’1%. Un arretramento che nel 2022 ha collocato l’Italia in 22esima posizione tra i Paesi OCSE per il livello dei salari medi annuali reali, segnando un calo di 13 posizioni di ranking rispetto al 1992.

La ricerca di Oxfam ha rilevato che in 31 Paesi, tra il 2020 e il 2023, i dividendi, aggiustati per l’inflazione, sono aumentati del 45% (+195 miliardi di dollari), mentre i salari sono cresciuti mediamente di poco più del 3%; escludendo la Cina, che rappresenta la quota più marcata della crescita globale dei salari, in media le retribuzioni reali nei Paesi analizzati sono diminuite del 3% nello stesso quadriennio. Si stima che l’1% più ricco del pianeta detiene oggi il 43% di tutte le attività finanziarie globali; chi fa parte di questo gruppo ha incassato in media 9.000 dollari in dividendi nel 2023. Una cifra equivalente al salario di otto mesi per il lavoratore medio nei 31 paesi presi in esame.

“I profitti delle imprese più grandi e i guadagni dei ricchi azionisti sono saliti alle stelle, mentre i salari continuano a restare al palo. – ha detto Misha Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia – Ciò fa sì che milioni di lavoratori non riescano ad uscire dal circolo vizioso della povertà e ad assicurare un livello di esistenza dignitosa per sé e per le proprie famiglie. Una palese ingiustizia, sintomatica di un sistema economico che ricompensa più la ricchezza che il lavoro”. Utilizzando i dati dell’OIL, Oxfam rileva che: quasi 1 lavoratore su 5 a livello globale percepisce un salario inferiore alla soglia di povertà di 3,65 dollari al giorno (a parità di potere d’acquisto, PPA); i salari del 66% dei lavoratori nei Paesi a basso reddito non superano tale soglia; l’Afghanistan (22%) e lo Sri Lanka (9%) registrano i livelli più alti di povertà lavorativa rispetto alla soglia di 6,85 dollari al giorno (PPA).