Sara Bernardini

Questo è l’anno dell’Ai multimediale

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Questo è l’anno dell’Ai multimediale, quello dove un tool come Gemini di Google è in grado di produrre e integrare testi, audio e video attraverso tecniche di machine learning che, come noto, si basano sull’elaborazione di impressionanti volumi di dati. Roba che impatta non poco su informazione, comunicazione, fake news e naturalmente occupazione.

Secondo Sara Bernardini, una delle massime esperte mondiali di Intelligenza artificiale nonchè professoressa alla Royal Holloway University of London intervenuta all’evento Linkontro 2024, l'”Ai supera l’uomo in molti compiti, ma non in tutti” e per capirne l’impatto invita a leggere l’AI Index Report 2024 della Stanford University.

Il linguaggio naturale usato da piattaforme come ChapGpt è lo sviluppo più noto alla gente ed è già in grado di produrre contenuti superiori a quelli dell’uomo come dimostrano foto e video indistinguibili dall’opera umana.

Fortunatamente, dice Bernardini, l’Ai deve ancora crescere nel “ragionamento flessibile” e nella capacità di trasferire sapere da un campo all’altro. In particolare deve migliorare nel “ragionamento astratto”, ossia nelle generalizzazioni, in quello “causale”, quando deve comprendere chi ha fatto una certa cosa, e in quello “visuale”. E ha anche qualche problema a pianificare sul lungo periodo”.

In attesa che questo limiti vengano superati, l’uomo può già godere di una serie di benefici generati dall’utilizzo dell’Intelligenza artificiale.

BENEFICI DELL’AI

  • Accelera il progresso scientifico sviluppando, ad esempio, nuovi algoritmi e scoprendo nuovi materiali. Ad esempio le previsioni meteo a 10 giorni grazie all’AI sono molto accurate e prodotto molto velocemente (meno di un minuto) e quelle di eventi alluvionali sono estremamente affidabili fino a 5 giorni prima.
  • Sviluppo nella medicina. Solo come esempio ha sviluppato in sestema che permette di diagnosticare con anticipo certi tipi di carcinomi.
  • Nel campo del lavoro può renderlo più produttivo e portare una qualità superiore. In certe mansioni è decisamente più veloce.

Il tema del rapporto tra Ai e lavoro è molto sentito dagli italiani e qui su Primaonline lo abbiamo più volte affrontato. Le aree dove l’Intelligenza artificiale è già molto utilizzata sono marketing&sales e design di prodotto. Aree nelle quali con l’Ai, dice Bernardini, “diminuiscono i costi e aumentano i ricavi”. Oltre al fatto che a godere maggiormente sono soprattutto i giovani che grazie a queste innovazioni riducono velocemente il gap con i più esperti.

RESPONSABILITA’

Naturalmente c’è il fondamentale tema – sentito in particolare dal mondo dell’informazione e della comunicazione – della responsabilità, ossia delle conseguenze che può avere la produzione di fake news, di immagini tarocche e di altre mistificazioni della realtà e della verità. Come hanno dimostrato tanti casi prodotti da tool LLM, Large language model, tipo ChatGpt che ha generato contenuti falsi.

E oltre ai noti problemi di privacy e data governance, ossia di come vengono usati e dove finiscono i nostri dati, c’è allarme verso i chatbot che tendono a dirci quello che vorremmo sentirci dire finendo per replicare e rafforzare i pregiudizi aumentando la polarizzazione delle opinioni. Un problema democratico non da poco.

OPINIONE PUBBLICA

“E’ un bene che la politica si occupi di Ai perchè è una tecnologia che pone questioni fondamentali”, commenta la professoressa della Royal Holloway University of London, che a proposito dell’Ai Act approvato dalla Ue dice che “una regolamentazione è necessaria perchè le aziende non possono fare quello che vogliono, ma non deve essere una regolamentazione troppo stretta che limiti lo sviluppo”. Oltre al fatto che in un campo decisivo come l’Ai “c’è il rischio che know how e capitali restino solo in mano a Usa e Cina, con Europa e Italia tagliate fuori”.