Marinella Soldi (Foto LaPresse)

Soldi in Vigilanza: momenti difficili ma istruttivi; serve governance salda; su Scurati…

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“I numeri di Rainews.it, sia pure in miglioramento, non ci bastano”, dice la presidente Rai in Vigilanza, facendo un bilancio del suo mandato.
Al servizio pubblico, aggiunge, serve una governance più salda e completare la trasformazione in media company

“Ho cercato di interpretare il ruolo di Presidente della Rai come un civil servant, mettendo ogni giorno la mia competenza nel settore dei media al servizio della collettività. Sono stati 3 anni molto “istruttivi”, che hanno visto un cambio di governo, la successione di due Amministratori Delegati, e una tragica scomparsa di un membro del CDA. Come tecnica, ho affrontato questi passaggi critici con la volontà di portare a compimento il lavoro iniziato, convinta che i progetti strategici non nascono e muoiono in pochi mesi”. Lo ha detto – ripresa da Adnkronos – il presidente della Rai Marinella Soldi in Vigilanza, facendo in bilancio dei suoi tre anni di mandato.

In sicurezza progetti strategici

“Nel fare un bilancio del mio mandato, comincio col ringraziare per il lavoro di questi 3 anni che ha visto l’impegno comune, ognuno nel proprio ruolo, del CDA e anche del Collegio sindacale e degli altri organi di controllo. Tutto il Consiglio di Amministrazione ha portato a compimento nel triennio, e per la prima volta in maniera sincronica, 4 piani complessi, alcuni dei quali in taluni momenti sembravano impossibili da completare -ha aggiunto Soldi – Ora costituiscono, insieme, una cornice concreta e condivisa, che mette in sicurezza i progetti strategici fondamentali per la Rai dei prossimi 5 anni. Abbiamo portato a conclusione i percorsi del contratto di servizio, del piano industriale insieme al piano immobiliare, e del piano di sostenibilità”.

Rai garantisca pluralità dei punti di vista

“I numeri di Rainews.it, sia pure in miglioramento, non ci bastano -sottolinea Soldi – Dobbiamo scalare le classifiche, ed essere tra le prime scelte abituali degli utenti, come avviene per i brand informativi dei servizi pubblici di UK, Danimarca, Olanda e Francia”.
“Il servizio pubblico – ha proseguito Soldi – ha il compito di raggiungere tutti per offrire una pluralità di punti di vista, una qualità dell’informazione ineccepibile, una reputazione ferrea per eccellenza, affidabilità ed equilibrio”. Così la presidente della Rai, Marinella Soldi, in Vigilanza, nella relazione di bilancio del suo mandato. “Dobbiamo scalare le classifiche, ed essere tra le prime scelte abituali degli utenti, come avviene per i brand informativi dei servizi pubblici di UK, Danimarca, Olanda e Francia”.

Per la presidente Rai “si ritorna al concetto fondamentale di coltivare la fiducia. Che vuol dire anche rendere sempre più trasparente il modo in cui si lavora, essere il punto di riferimento per i cittadini e aiutarli a formarsi la loro opinione con spirito critico, in opposizione alle urla delle echo chamber e delle testate di parte, esattamente come ci viene richiesto dal contratto di servizio”.

Serve governance più salda e trasformazione in media company

“E’ urgente” una “Rai dalla governance profondamente mutata, più salda perché slegata dagli scossoni quotidiani del dibattito nazionale e con orizzonte temporale più ampio”.
“Una Rai -sottolinea Soldi- coerente con lo European Media Freedom Act: un servizio pubblico che sia pilastro della società democratica, grazie a una maggiore indipendenza e a un finanziamento adeguato e stabile”.

“È urgente una Rai completamente trasformata da broadcaster a media company digitale: cioè con un’offerta fruibile su tutte le piattaforme, e una cultura interna arricchita dalle competenze digitali”.
“Una Rai che prenda decisioni guidate dai dati: che sappia cioè guardare ai dati giusti per misurare l’effettiva capacità di essere il Servizio pubblico che dobbiamo e vogliamo essere – ha detto ancora -. Una Rai trasparente nei suoi processi, per alimentare la fiducia dei dipendenti e degli utenti. Una Rai trasparente anche nell’informazione: capace di mostrare all’utente come costruisce le sue notizie, compreso il racconto della politica (e meno focalizzata sui politici…).
Una Rai che riesca a sincronizzare la strategia aziendale con la velocità dei cambiamenti dell’ecosistema dei media, nazionale e internazionale: la personalità giuridica ibrida di Rai la appesantisce in maniera non più sopportabile.

“Sono orgogliosa che finalmente i giovani siano stati messi al centro del nuovo Contratto di servizio. Il piano industriale indirizza gli investimenti anche verso contenuti destinati al loro consumo. Mi rammarico però che non siamo riusciti, in questi 3 anni, a nominare nessun dirigente che abbia meno di 40 anni, e appena 4 sotto i 43 anni”.
“Per crescere e rinnovarsi la Rai ha bisogno di attrarre e motivare giovani talenti, trovando il modo di vincere tanti ostacoli, primo fra tutti la competitività del mercato”, aggiunge Soldi.

Su Scurati “nessun intendo censorio da vertici”

Soldi è intervenuta anche sul caso di Antonio Scurati e la sua mancata partecipazione al programma di Serena Bortone ‘Chesarà…” lo scorso 25 aprile’. “Non possono essere attribuiti intenti censori ai vertici aziendali”, ha detto.

“La ricostruzione dei fatti dell’ad fatta in Vigilanza è nella sostanza corretta. La rappresentazione contenuta nel rapporto di audit tuttavia ci restituisce l’immagine di una vicenda più complessa rispetto a come è stata raccontata, con disallineamenti operativi e di comunicazione legati ad una timeline di eventi molto precisa. Ed è questo che mi ha spinto ad espormi pubblicamente”, ha spiegato.
“L’audit non può interpretare le intenzioni sottostanti ai comportamenti, né è mia volontà assumere tale compito Ritengo tuttavia che l’importanza della tempistica andasse evidenziata”.

“Da un punto di vista di reputazione, di danno all’azienda, si doveva agire in maniera unitaria. Non posso rivelare scritto audit”, ma riguardo alla tempistica ci sono state “azioni anomale, comportamenti che non erano usuali e che sono avvenuti da un certo momento in poi. Questo dà un contesto e una colorazione a qualsiasi altra azione viene dopo”, ha spiegato ancora.
“La policy è stata violata, c’è stato un danno alla Rai”, aggiunge la presidente Rai, per “come è stata gestita da un punto di vista sostanziale e di comunicazione di questa vicenda”.

Sulla censura da parte della Rai, Soldi ha ribadito: “Io non ho visto intenti censori. Censura è una parola bruttissima, non l’ho vista, non è questo l’obiettivo dell’audit”, ma “i fatti devono essere completi e la tempistica fa parte dei fatti”

Ranucci e il caso Milano-Cortina

Domande anche su Report, che domenica ha mandato in onda un servizio su Milano-Cortina, con gli esponenti della maggioranza che accusano il conduttore di Report di aver mentito in merito alle risposte ricevute dal Ministero dei Trasporti.
“La vicenda di Ranucci è una vicenda all’interno del programma. Sarà cura dei responsabili editoriali ricostruire cosa è successo e sicuramente si potrà valutare un internal audit che può essere richiesto sia da me che dall’amministratore delegato”. “E’ una vicenda gestionale e sicuramente ne possiamo parlare”, ha aggiunto.

Par condicio

Sulla par condicio c’è “un monitoraggio costante anche a livello regionale, c’è un’attenzione molto forte. Ovviamente è una legge molto parziale perché riguarda la televisione” e la tv “è solo una piccola parte di come le persone si informano. Ma dove sono le possibilità online per far emergere i fatti, la qualità dell’informazione?”. “Ovviamente la Rai rispetta le regole”, sottolinea Soldi. Che esprime preoccupazione su quello che si sta “creando come possibilità per gli utenti per coltivare uno spirito critico, per prendere decisioni importanti rispetto alla nostra democrazia”.