Kahn (New York Times): AI non sostituirà i giornalisti, “non può bussare alle porte”

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Ospite all’Osservatorio Permanente Giovani-Editori a Firenze, il direttore del New York Times, Joe Kahn, ha parlato dell’impatto della tecnologia sull’informazione. Dal suo punto vista nel breve termine ci sarà un peggioramento, tra disinformazione e rischi di polarizzazione. E cercare le fonti originali diventerà sempre più importante

“Si può essere ottimisti sull’intelligenza artificiale, ma per quel che riguarda il mondo dell’informazione non lo renderà migliore, soprattutto nel breve periodo lo renderà peggiore”. Lo ha affermato il direttore del New York Times, Joe Kahn, intervenendo a un’iniziativa dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori a Firenze.

Polarizzazione e disinformazione

“Il fenomeno che vediamo con l’Intelligenza artificiale, quello che viene generato con l’IA – ha spiegato – è la disponibilità delle notizie su Internet che arrivano automaticamente, senza fare ricerca. Questo diventerà sempre più facile, sempre di più sarà così, senza fare nulla”.
“Senza una verifica, l’intelligenza artificiale porterà la polarizzazione e la disinformazione, e renderà la situazione peggiore, questa purtroppo è la realtà”.
Per Kahn dunque cercare le fonti originali diventerà sempre più importante rispetto al passato.

AI al posto dei giornali? ChatGpt non può bussare alle porte

Per quel che riguarda il fatto che l’AI sostituisca un giornalista professionista, l’auspicio di Kahn è che non succeda. “Abbiamo investito molto in modo che appaia ancora più chiaramente il lavoro dei giornalisti per raccogliere le informazioni originali”, ha detto.
“ChatGpt non potrà certo andare a bussare alle porte, a chiedere a una persona cosa sia successo nel suo quartiere ieri sera”, ha concluso.