Rai, Di Pietro: no a etichetta politica. Mio incarico per l’interesse dei lavoratori

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“Alla luce di alcuni resoconti giornalistici seguiti alla mia riconferma alla carica di consigliere nel Cda Rai eletto dai dipendenti, avverto l’esigenza di chiarire che sono distanti dalla mia persona e dal mio operato tutte le diverse etichettature politiche che mi vengono assegnate”.
In uno dei suoi primissimi interventi da consigliere riconfermato per il Cda Rai del prossimo triennio, Davide Di Pietro è intervenuto sulle voci giornalistiche che hanno letto la sua elezione in chiave politica, interpretandola come una nuova sconfitta della sinistra.

“Consigliere di tutti”

“Non ho tessere di partito, non sono vicino a correnti politiche di alcun tipo e il mio incarico è stato e sarà svolto esclusivamente nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori della Rai”, ha ribadito, ripreso da Ansa. Dando ben altra lettura alla sua nomina.
“Essendo la mia una candidatura non di parte, su di me sono verosimilmente confluiti i voti di quanti ritengono che il ruolo del consigliere eletto dai lavoratori debba essere indipendente dai partiti e dalla politica e probabilmente, per esclusione, anche di quelli che non si riconoscevano nelle altre due candidature”. “Il consigliere eletto è rappresentante di tutti i dipendenti e lo è a prescindere dal voto o dalla preferenza espressa. In questo senso intendo assolvere il mio mandato anche per i prossimi tre anni”.

“Con l’occasione tengo a ribadire che è urgente per l’azienda che venga quanto prima recepito il Media Freedom Act “, ha aggiunto, citando anche le indicazioni e le preoccupazioni del Media Freedom Rapid Response. “E’ un momento molto delicato ed importante per la Rai e sarebbe bene che ci si concentrasse sui temi e sugli argomenti necessari al rilancio dell’Azienda e al suo miglior funzionamento”, ha concluso.