Giomi (Agcom):  Vespa doveva garantire diritto di replica a Santoro

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“Non si può tutelare il pluralismo a targhe alterne o farsi garanti della par condicio solo quando conviene”, ha affermato la Commissaria Giomi commentando la scelta del Consiglio di Agcom di archiviare l’esposto presentato da Michele Santoro nei confronti di Bruno Vespa. Il conduttore nella puntata della trasmissione Cinque Minuti aveva stigmatizzato lo ‘stop’ imposto al duello Meloni-Schlein come misura eccessiva rispetto alla tolleranza usata invece venti anni prima verso giornalisti e conduttori a suo dire ‘schierati’ come Biagi, Travaglio e Santoro, definendo quest’ultimo autore di un progetto di abbattimento di Silvio Berlusconi e di un ‘crimine politico’.

Elisa Giomi

“Intendiamoci – precisa la Commissaria – la libertà di espressione va tutelata e Vespa come chiunque altro ha tutto il diritto di criticare l’operato di Agcom così come di quello dei propri colleghi, ma perché rispetti l’obbligo di imparzialità cui sono tenuti i giornalisti in periodo elettorale sarebbe stato necessario un contraddittorio: un conduttore, tanto più se autorevole come Vespa, non può fare affermazioni che rischiano di screditare un candidato alle elezioni europee senza garantire la più elementare forma di bilanciamento – prosegue Giomi – infatti ho proposto di dare un ordine di riequilibrio consentendo a Santoro diritto di replica in una trasmissione della stessa durata e nella stessa fascia oraria. Ma la proposta non è stata accolta.”

E conclude: “Le critiche di Vespa al Santoro conduttore di venti anni fa necessariamente si estendono anche al Santoro candidato, con ricadute sulla campagna elettorale. E’ paradossale che vengano fatte valere distinzioni pretestuose come questa mentre evapora quella tra comunicazione politica e ‘comunicazione istituzionale’ degli organi di Governo che così avranno accesso ad un tempo di parola extra in TV”.