Confindustria, Orsini eletto presidente

Condividi

Voto compatto per l’associazione degli industriali, editrice del Gruppo 24 Ore. Dialogo, identità e unità il mantra del nuovo presidente. “Serve una idea Paese per la crescita”, aprendo al confronto politica e sindacati

Dopo la designazione dal consiglio generale di inizio aprile, Emanuele Orsini è stato eletto ufficialmente alla presidenza di Confindustria per il quadriennio 2024-2028.

Imprenditore dell’edilizia in legno e dell’alimentare, emiliano – trentaduesimo presidente dell’associazione che riunisce oltre 150mila imprese associate con più di 5 milioni di dipendenti – ha raccolto 789 i voti favorevoli, 4 i contrari, su 848 presenti al voto su 865 aventi diritto.
Il voto di oggi, rileva Ansa, ricompatta via dell’Astronomia dopo un clima difficile in campagna elettorale. La percentuale di voti favorevoli in rapporto ai voti validi ha toccato il 99,5%.

La Confindustria di Orsini tra “dialogo identità, unità”

“Le parole che saranno i nostri pilastri per i prossimi quattro anni sono: dialogo, identità, unità”, ha detto il neoeletto Orsini, indicando come “fondamentale” per l’associazione essersi ricompattata al voto.

Tra i punti chiave alla base del suo mandato, Orsini ha indicato anche la “certezza del diritto”. “L’unica cosa che vuole l’imprenditore è conoscere le regole del gioco”, con un no “a norme retroattive” che – ha rimarcato – significano “che domani non posso fidarmi più di te, significa che Confindustria con si fida più del Governo e delle istituzioni”. Il riferimento il superbonus, con l’invito al Governo a far terminare i lavori alle imprese, sostenendo il credito.
Tra gli argomenti di attualità toccati nel suo discorso, il jobs act, tema che – ha detto – sembra avere “una chiave politica”, ma “non è una esigenza del momento”.
Poi l’invio a rilanciare il dialogo con i sindacati. “Credo che sia miope non avere dialogo: il dialogo serve e deve essere costruttivo”. E nel dialogo, sul fronte anche di contratti e salari, “al centro dovrà esserci anche la parte del welfare, sempre più centrale”

In intesi, per Orsini “un sistema che non deve essere conflittuale ma deve avere una visione Paese. Quello che tutti devono avere in mente è una idea di crescita. Fatto questo, vinciamo tutti”.