Araimo (WBD): Tg con Cnn e Ai? Non lo escludo; il terzo polo, Amadeus…

Condividi

“Il gruppo ha in pancia anche Cnn, qualsiasi riflessione faremo nei prossimi anni, qualsiasi investimento in informazione dovrà essere fatta con Cnn e dovrà avere una sua sostenibilità”. Così Alessandro Araimo, managing director Sud-Europa Warner Bros. Discovery intervenendo al festival della tv di Dogliani a proposito di un investimento del gruppo nell’informazione, magari con un tg.

“Sappiamo che l’informazione e’ una di quelle attività su cui riuscire ad avere una sostenibilità economica non è scontato però penso che se dovessero esserci le condizioni e se riusciremo a dimostrare che c’è una sostenibilità economica sull’Italia non mi sento di escluderlo. Che sia un progetto immediato lo escluderei e che possa essere un progetto che parta autonomamente nel Nove lo escludo totalmente”.

Quanto alla possibilità che un domani Cnn possa essere tradotta in italiano dall’intelligenza artificiale, Araimo ha osservato ripreso da Adnkronos: “l’intelligenza artificiale che stiamo sperimentando in tantissimi ambiti ha aspetti evolutivi rapidissimi che fanno sì che si possa fare qualsiasi cosa, per ora sono test ma non possiamo escludere che possa accadere”.

Infine interpellato sul futuro dei giornali, Araimo ha concluso: “temo che il declino della carta sia inevitabile, questo non vuol dire che ci sia un declino dell’informazione e dei brand, soprattutto di quelli noti che denotano qualità e credibilità. I brand riconosciuti, anche nel business della tv e del cinema, avranno sempre più rilevanza perché dato che gli utenti sono sempre più bombardati da contenuti e con l’intelligenza artificiale lo saranno ancora di più diventare un luogo che ha una sua credibilità anche dal punto di vista della veridicità di quello che stai dicendo al pubblico ha un valore e lo avrà ancora di più in futuro”.

Nostro progetto è diverso da costruire terzo polo

“Il nostro progetto e’ un po’ diverso dalla creazione di un terzo polo”. “Siamo un gruppo molto ampio che va dalla produzione e distribuzione di film, quindi siamo molto attivi nel campo della cinematografia, abbiamo una nostra Netflix su cui all’estero vanno tutti i nostri contenuti premium, che è l’area su cui stiamo investendo di più e che nel gennaio 2026 arriverà anche in Italia, vendiamo contenuti a tutti e poi abbiamo il grande mondo della televisione lineare. Io tendo a vedere questo mondo come un unicum perché per me non esiste la tv lineare e il cinema”.

“In Italia – ha proseguito – la tv lineare e’ ancora importantissima, il 95% della visione sulle tv di casa e’ ancora broadcaster tradizionale, solo il 5% e’ fatto su piattaforme in streaming, quindi c’è un’opportunità nel breve di investire, anche perché il mercato pubblicitario cresce, e nel lungo mi crea una circolarità che mi permette di avere una prospettiva. Poi le aggregazioni possono accadere in qualsiasi momento perché possono essere legate a riflessioni strategiche o a momenti opportunistici. Quello che per me rende forte la nostra posizione è che non ne abbiamo bisogno, abbiamo la nostra strada… poi come è stato per gli investimenti nel lineare se c’è un’opportunità di breve e una logica di lungo periodo uno lo fa avendo la forza di poter dire io so dove vado, se c’è un acceleratore lo faccio se no no”, ha detto ancora.

Amadeus ha tante idee, qualcosa in mente anche sulla musica

“Amadeus viene con una voglia di innovare importante, sono stato colpito dal suo entusiasmo nonostante tutto il successo che ha avuto”.

“Stiamo valutando ogni tipo di opzione sia per l’access prime time sia per il prime time – ha spiegato – lui ha una marea di idee, non abbiamo ancora deciso quali tipologie di programmi ma e’ mia opinione che bisogna portare qualcosa di nuovo e lui lo vuol fare, quindi probabilmente sarà un mix ma e’ ancora tutto aperto”.

“Amadeus ha in testa sicuramente qualche cosa che ha a che fare con la musica, dobbiamo ragionare cosa fare ma e’ senz’altro un’area in cui lui ha una vocazione naturale”, ha aggiunto e a chi gli domanda se potrebbe rifare X Factor risposto “la sua attitudine e’ più verso cose nuove”.

Festival Sanremo non è tipologia di contenuto che ci interessa

”Sulla carta penso che il festival di Sanremo sia contendibile, ma francamente non è una tipologia di contenuto che a noi interessa, sicuramente non nel breve”. “Al di la’ di quello che può essere l’accordo con il Comune e quant’altro, la questione è l’intera macchina che sta dietro la produzione del festival. Un discorso è prendo il festival faccio un investimento importante ma mi fa il 50% di share e ci rientro alla grande. Se mi fa il 30% di share, che comunque è difficilissimo da fare, già non ci rientro più”.

“Rai e’ in grado di garantire quella cassa di risonanza tale e quel numero di talent in house che può avere la speranza di fare uno show che possa fare il 50% di share, poi farà il 54, il 70, il 48 ma sicuramente non farà il 30. Per noi e’ diverso, mettere un investimento così e non avere quella capacità di risonanza diventa molto rischioso”, ha precisato Araimo.

Fiorello? Talento incredibile ma complicato da inserire in palinsesto Nove

“Fiorello è un talento incredibile ma in questo momento storico è difficile da inserire nel palinsesto di Nove”.

“Posto che non l’ho mai incontrato – ha osservato – il problema è che se ti siedi con Fiorello devi avere un progetto chiarissimo in testa da discutere… Inoltre essendo lui così bravo ha anche delle idee molto forti su quello che vuole fare. Quindi in un processo strutturato di crescita in cui mi metto a fare investimenti importanti ma devo avere una certa chiarezza e speranza di ritorno dell’investimento per me è molto complicato andare a inserire Fiorello”.

“Per esempio il programma mattutino, bellissimo, fantastico, che fa su Rai da me non sarebbe sostenibile perché è un prodotto che costa ma purtroppo in quella fascia oraria nessuno investe”, ha aggiunto.