Linus

Linus (GEDI): la radio si è un po’ svuotata di contenuti, ma non in Italia

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“A livello internazionale si è un po’ svuotata di contenuti, come se avesse ridotto al minimo l’impegno per cercare di ottimizzare il risultato. L’Italia invece vive ancora una stagione molto vivace e questa spinta aiuta il mercato ad essere sempre molto competitivo”.

Parole di Linus, al secolo Pasquale di Molfetta, Direttore Editoriale Radio GEDI, Direttore Artistico Radio Deejay, Radio Capital e One Podcast, intervenuto ieri durante l’inaugurazione della mostra “Scrivere nel vento. Cento anni di radio tra società, industria, tecnologia. Che storie!”, promossa da Fnm, FerrovieNord e Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese (Mils) – in collaborazione con l’università degli studi di Milano-Bicocca – e organizzata in occasione del Bicocca Music Festival 2024. Presenti – riporta Adnkronos – tra gli altri, Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia, Andrea Gibelli, presidente di Fnm, Fulvio Caradonna, presidente di FerrovieNord.

Presenze che evidentemente evocano in Linus ricordi del suo passato di pendolare: “Sono stato un pendolare delle Ferrovie Nord Milano per tantissimi anni. Sono cresciuto a Paderno Dugnano, la mia vita era divisa fra le quattro o cinque fermate che portavano in città e le quattro cinque fermate che mi portavano a Cesano Maderno, dove andavo a scuola. Ne ho un ricordo assolutamente romantico”, racconta.

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“Sono qui perché la mia vita è stata legata alla radio. In questa mostra c’è una fotografia importante di questo strumento, però è la fotografia da cui la radio ormai si è emancipata. Ritengo che la radio una volta fosse l’apparecchio che faceva sentire il contenuto. Adesso il contenuto può essere dentro un telefono, un computer, un televisore o un’automobile. La radio è diventata qualcosa di impalpabile, di veloce”, conclude.

LA MOSTRA

L’esposizione, che come detto gode del patrocinio del Senato della Repubblica e del patronato di Regione Lombardia, è ospitata nello Spazio Agorà, edificio Agorà U6 (piazza dell’Ateneo Nuovo, 1) ed è aperta al pubblico fino al 28 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00 a ingresso libero.

Attraverso 21 pannelli e 58 apparecchi radio storici, con significativi elementi dalla collezione Cutrupi e della collezione FIMI – Phonola provenienti dal Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese, viene celebrato uno straordinario traguardo nella storia della tecnologia. L’esposizione approfondisce gli sviluppi tecnologici, l’evoluzione nel design e nella società del periodo che va dalla fine degli anni ‘20 alla fine degli anni ‘60 per ricostruire la straordinaria innovazione introdotta nella società da questo strumento di comunicazione di massa. Il visitatore ha la possibilità di immergersi in un percorso denso di storia, scandito da approfondimenti audiovisivi e moduli interattivi per un’esperienza espositiva dinamica e coinvolgente.