La Rete perde i pezzi: in 10 anni sparito il 25% delle pagine web

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I dati del centro studi americano mostrano che una parte del web che conosciamo sta scomparendo. E anche i social rientrano nel decadimento digitale

Internet non dura per sempre. E’ l’evidenza che emerge da un’analisi del Pew Reasearch Center. Secondo lo studio – condotto raccogliendo campioni casuali di quasi un milione di pagine web, prese da Common Crawl, servizio che archivia parti di Internet – nell’arco di 10 anni, tra il 2013 e il 2023, il 25% non è più accessibile.
Il dato si alza fino al 38% per i contenuti più datati, rispetto all’8% registrati in tempi più recenti.

Nessuno è immune dal “decadimento digitale”

L’effetto “decadimento digitale”, così come lo chiama il centro studi americano, significa che grandi quantità di notizie e importanti contenuti di riferimento stanno scomparendo.

Nella maggior parte dei casi si tratta di pagine cancellate o rimosse. E il fenomeno si verifica in spazi online diversi, dai collegamenti che compaiono sui siti governativi a quelli di notizie, da Wikipedia ai social.
Infatti, circa il 23% delle pagine di notizie include almeno un collegamento non funzionante, il 21% dei siti web governativi e il 54% delle pagine di Wikipedia include nei propri riferimenti un collegamento che non esiste più.

Social compresi

Più o meno lo stesso effetto si sta verificando sui social network. Un quinto dei tweet scompare dalla piattaforma entro pochi mesi dalla pubblicazione. Nel 60% di questi casi, l’account che ha originariamente pubblicato il tweet è stato reso privato, sospeso o cancellato del tutto. Nell’altro 40%, il titolare dell’account ha cancellato il singolo tweet, ma l’account stesso esisteva ancora.

E i post in alcune lingue sono più suscettibili a questa sparizione. Più del 40% dei tweet scritti in turco o arabo non sono più visibili sul sito entro tre mesi dalla pubblicazione.