Saviano escluso dalla Buchmesse: fiero di non essere stato invitato dal più ignorante governo della Storia italiana

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Roberto Saviano è il grande escluso dalla rosa degli autori che rappresenteranno l‘Italia alla Buchmesse di Francoforte. La Fiera del Libro nella città tedesca è prevista per il prossimo ottobre.

A presiedere la conferenza stampa è stato Mauro Mazza, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle attività connesse alla partecipazione dell’Italia quale Paese d’onore all’evento.

La Germania si è comunque detta pronta a chiamare Saviano, come affermato dal direttore della Buchmesse, Juergen Boos, che ha detto che l’autore sarà presente alla Fiera ospite “delle case editrici tedesche”.

La reazione di Saviano

“Sono fiero di non essere stato invitato da quello che ritengo il più ignorante governo della Storia italiana”. È quanto afferma lo scrittore in un’intervista al quotidiano La Stampa. “E mi fa sorridere quanto siano inefficaci questi ostracismi – aggiunge – più censurano e bloccano, più la società culturale e civile si fa sentire, e va dalla parte opposta agli schemini punitivi e alle azioni di rivalsa”.

L’assenza di un autore come Roberto Saviano ha attirato però l’attenzione di un giornalista tedesco presente alla conferenza che ha subito chiesto se la mancanza di quel nome sia dovuta alle sue posizioni critiche sul governo italiano. “Saviano – ha risposto Mazza – non c’è perché non è stato invitato. Tra i criteri che ci hanno ispirato nella scelta degli autori da un lato c’è stata la volontà di dare spazio alle altre voci possibili e dall’altro presentare autori con opere integralmente originali”.


Mauro Mazza poi, nel corso della conferenza, ha anche specificato che Antonio Scurati “era stato invitato ma ha preferito non esserci”, almeno nel “progetto italiano” ma “potrebbe essere invitato da editori tedeschi e venire”. Assente anche Alessandro Piperno. “Piperno – ha sottolineato Mazza – ci sarebbe piaciuto averlo però non potrà andare a Francoforte “per altri impegni universitari se ricordo bene”, comunque “la sua rinuncia non so quanto sofferta non è un fatto politico”.

“Le ragioni balorde e ridicole con cui il Commissario Mazza ha giustificato l’esclusione di Roberto Saviano – ha dichiarato lo scrittore Veronesi in una nota – non mi permettono di accettare l’invito che ho ricevuto. Continua questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori, accompagnata da ‘putiniana ipocrisia’, su decisioni che non devono seguire logiche politiche. Se si renderà necessario per il mio lavoro andrò a Francoforte privatamente”.


“La prima cosa che ho fatto dopo aver ricevuto l’invito alla Buchmesse è stata chiedere a Roberto Saviano se fosse stato invitato: no. Quindi mi sono fabbricato un impegno alternativo anch’io (c’ho judo)”. Cosi’ lo scrittore Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega con il suo primo romanzo “La solitudine dei numeri primi” nel 2008, in un post su X. “Purtroppo – aggiunge – “Roberto è diventato una cartina al tornasole di certi criteri politici di inclusione ed esclusione. Inaccettabili nella cultura”.

“I patti devono essere reciproci – scrive a Repubblica il premio Strega 2014 – io accetto pienamente il potere di una parte politica che non condivido; la parte politica si comporta secondo lealtà, sensatezza, consapevolezza e basi culturali solide. E non usa il suo potere (frutto di circostanze presenti) per decidere su (in questo caso) scrittori che lavorano da molto tempo prima delle circostanze presenti e dai commissari straordinari del momento. Ritengo semplicemente che l’Italia non possa non essere rappresentata anche dall’autore di Gomorra, un libro tradotto in tutto il mondo (e a seguire tutti i suoi altri). Non mi sento legittimato a rappresentare un gruppo di lavoro se manca qualcuno che evidentemente doveva esserci”.

L’Associazione Italiana Editori ricorda una nota, come spiegato ieri dal presidente Innocenzo Cipolletta, che la scelta degli autori ospiti a Francoforte è frutto di una procedura, fatta di un proficuo dialogo e confronto con i singoli editori e agenti letterari italiani, a partire proprio dalle loro proposte.
Tra le proposte sulla base delle quali si è costruito il programma mancano ovviamente molti autori tra i quali, almeno fino ad oggi, Roberto Saviano. L’AIE non avrebbe mai permesso e non permetterà mai ingerenze esterne rispetto alla volontà degli editori.