Dazn smentisce la ‘crisi’. Rimangono Diletta, Pardo e Ambrosini…

Condividi

Tante critiche sui media e sui social per Dazn, accusata di aumentare il costo dell’abbonamento e nel contempo riorganizzando all’insegna del ridimensionamento il proprio profilo editoriale, rinunciando a giornalisti e talent. Dall’azienda – che ha appena investito sulle Olimpiadi di Parigi trasmesse by Eurosport- è partita la nota che contesta le accuse…

Via da Dazn il giornalista Marco Cattaneo, che ha esaurito il suo contratto e rimane coinvolto – comunque – nell’avventura tv di Amazon Prime. Via anche Stefano Borghi, (“l’esteta della Dazn Squad” era la definizione aziendale) che pare destinato ad accasarsi a Sky, a cui pareva intonarsi editorialmente già da tempi non sospetti. Rimane il direttore, forte ed esuberante, Pierluigi Pardo. Nemmeno per un secondo è stata in discussione la posizione di Diletta Leotta, che ha finito in questi anni per incarnare e vivificare il brand meglio di qualunque investimento in comunicazione.

Dazn (foto Ansa)
Dazn (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Tra i talent si punta a mantenere certamente Massimo Ambrosini detto Ambro e anche Andrea Stramaccioni detto ‘Strama’. Giornalisti e talent? Tra poco ci sarà anche qualche annuncio in tema di ingressi dopo che – specie nella squadre dei calciatori impiegati al commento – si è deciso d’intervenire con la scure. Su entrambi i fronti sono previste ottimizzazioni e indubbiamente a Dazn qualche esigenza di tenere a bada i costi permane.

Efficienze cercasi

Nel prossimo quinquennio la pay dello sport in streaming pagherà 700 milioni annui i diritti tv della Serie A. E per fare quadrare i conti, oltre a rassettare le voci generali dispesa, sono stati rivisti anche i costi degli abbonamenti. In tanti in questi giorni si sono visti recapitare via email gli aggiornamenti al rialzo del contratto, con anche più di 40 euro mensili richiesti come tariffa standard per vedere le partite e la parte principale del menù.

Pierluigi Pardo (foto LaPresse)
Pierluigi Pardo (foto LaPresse)

Inevitabile che sui social tra gli appassionati di calcio – già abituati ad attaccare pesantemente Dazn quando c’erano i problemi allo streaming – sia dilagata la protesta. Anche quella organizzata delle associazioni consumatori, che accusano Dazn di poter ritoccare le tariffe sfruttando la propria posizione di ‘semi-monopolio’ sui match della Serie A.

Critiche pesanti poi hanno chiamato in causa lo stato di salute della piattaforma, secondo certi analisti destinata ad essere ceduta ad un telco una volta terminato il riassetto dei costi e dei conti.  

Stefano Azzi (foto ufficio stampa)
Stefano Azzi

Non firmato dal capo, Stefano Azzi, ma comunque assimilabile alla posizione dei massimi vertici dell’azienda, ieri è arrivato un comunicato di smentita sulle presunte difficoltà economiche e il ‘caos interno’.

“Nessuna confusione, Dazn proporrà esperienza immersiva”. Ricavi 2023 a 3,2 miliardi

“Dazn evidenzia – recita la nota – che, all’interno dell’azienda, non c’è alcuna confusione, ma che il piano per il prossimo ciclo è ben chiaro e definito. Alcuni elementi sono stati già comunicati e riportati dai media, come ad esempio il nuovo partner strategico scelto per il prossimo quinquennio. L’azienda ricorda che l’innovazione e l’esperienza immersiva saranno, infatti, le direttrici del nuovo piano che verrà sviluppato per valorizzare ancora di più il prodotto Serie A, attraverso una modalità sempre più interattiva e coinvolgente. Lo stadio diventerà sempre di più lo studio di DAZN, acquistando ancora più centralità nel racconto del massimo campionato calcistico italiano. Oltre a una copertura stadio-centrica dei pre e post-partita, l’introduzione di uno studio virtuale con tecnologie di realtà virtuale e aumentata rivoluzionerà l’analisi, il dibattito e l’interattività del racconto delle giornate di Serie A”.

Dazn sostiene pure che sono infondate le voci di cessione: “Le speculazioni sulla vendita a una telco – recita ancora il comunicato – sono totalmente infondate e invita i media a non diffondere notizie che generano confusione sul mercato. La traiettoria di business del gruppo, riportata dai media stessi, riflette un percorso sempre più accelerato di crescita, che registra anno su anno incrementi di ricavi che nel 2023 hanno raggiunto i 3,2 miliardi di dollari, segno che gli investimenti uniti a una efficiente gestione dei costi stanno generando risultati tangibili”.

Estate Olimpica

Dalla prossima stagione calcistica, DAZN baserà le sue attività produttive nel moderno e tecnologico Innovation Hub di NVP a Cologno Monzese (Milano) dove implementerà una tecnologia innovativa già impiegata nel settore host broadcasting e delle OTT per la produzione di oltre 5.000 eventi tra cui le partite di Serie A, le Olimpiadi, il circuito mondiale femminile di Tennis WTA.

Vale la pena ricordare che è destinata a diventare un asset della piattaforma tra breve, anche la radio-tv della Lega Serie A. E vale la pena ricordare che Dazn ospiterà l’offerta multicanale di Eurosport che racconterà le prossime Olimpiadi di Parigi. colmando almeno in parte i problemi di carenza di contenuto appealing che di regola affligge la piattaforma alla fine del campionato di Serie A.