Cda Rai, il Tar fissa un’udienza il 23 ottobre sulle nomine

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“Il Tar del Lazio ha compiuto un importante passo avanti nel ricorso contro la Camera dei Deputati, fissando un’udienza pubblica per il 23 ottobre 2024”.
A renderlo noto il gruppo di associazioni – Articolo 21, SCL CGIL, TvMediaWeb e Infocivica – che con Roberto Zaccaria, Giovanni Pravisani, Giulio Vigevani, a inizio maggio, hanno fatto ricorso contro il sistema di nomina del nuovo Cda Rai, contestando la mancanza di una procedura selettiva trasparente e non discriminatoria, come richiesto dal recente Media Freedom Act.
In particolare, i ricorrenti auspicano che i dubbi sollevati dal Tar sulla legittimità delle attuali procedure di nomina inducano le Camere a sospendere le stesse.

“Il TAR del Lazio ha riconosciuto che le questioni sollevate necessitano di un approfondimento dettagliato, riconoscendo meritevole il ricorso”, hanno commentato, ripresi da Ansa, soddisfatti.
“La decisione di fissare un’udienza pubblica per discutere il merito del ricorso indica che il TAR ritiene la questione degna di ulteriore esame e approfondimento”.

La decisione odierna del Tar, hanno proseguito, dimostra “un apprezzamento favorevole per la loro istanza contro la mancanza di procedura selettiva nella scelta dei consiglieri RAI”. Le associazioni stanno ora valutando tutte le iniziative possibili affinché il giudice amministrativo possa pronunciarsi prima delle nomine. Inoltre, auspicano che i dubbi sollevati dal TAR del Lazio sulla legittimità delle attuali procedure di nomina inducano le Camere a sospendere la stessa per evitare ulteriori complicazioni legali che potrebbero emergere nell’udienza di merito. I ricorrenti annunciano inoltre l’intenzione di convocare un incontro pubblico per discutere i temi e gli sviluppi dell’iniziativa, approfondendo i vari aspetti della vicenda e le possibili conseguenze delle future decisioni del tribunale”.
I ricorrenti auspicano “che i dubbi sollevati dal TAR sulla legittimità delle attuali procedure di nomina inducano le Camere a sospendere le stesse per evitare ulteriori complicazioni legali che potrebbero emergere nell’udienza di merito”.