La Chiesa preoccupata da Ai e deepfake: serve educazione e consapevolezza

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La Cei scende in campo per lanciare l’allarme sul ‘deepfake’, bufala hi-tech confezionate con l’Intelligenza artificiale.

“L’importanza del tema – scrive il portavoce della Cei, Vincenzo Corrado nellla newsletter – è strettamente legata alla sua gravità. Nel senso che è una situazione che desta (o dovrebbe destare) preoccupazione”.

Il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali dei Vescovi italiani cita due esempi:” Il primo riguarda il video fake di don Luigi Ciotti che promuove “pozioni magiche” a persone malate e per questo fragili. Il secondo è legato al convegno ‘Abusi sui minori. Una lettura del contesto italiano ‘e all’invito di Barbara Strappato, direttore della I Divisione del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica, a non sottovalutare le possibili manipolazioni delle foto di minori, postate sui social, con sistemi di intelligenza artificiale generativa”.

“È evidente che abitiamo un contesto molto complesso e, per questo, non dobbiamo perdere la bussola. L’orientamento richiede educazione e consapevolezza. Questo principio basilare deve essere criterio-guida per le azioni quotidiane. Come sempre,- osserva il portavoce Cei – stiamo parlando del futuro della convivenza umana e, dunque, della società. La gravità segnala l’urgenza!”.