Del Debbio boom con TeleMeloni. Formigli tiene botta con Serra e Annunziata

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Dritto e Rovescio fa il record stagionale ospitando la premier che porta il programma sopra due milioni. Piazzapulita parte in testa grazie al traino di Otto e mezzo, ma poi viene sorpassato e si difende con Santalucia, Serra e Annunziata, che tengono botta vicini alla linea che indica la soglia degli 1,5 milioni. Le dinamiche della sfida nella curva di Studio Frasi.

Tele Giorgia contro Tele anti Meloni. O addirittura ‘Telestronza’, si potrebbe dire, con una citazione ‘forzata’ e ‘scorretta’ della stessa premier alle prese con gli insulti di Vincenzo De Luca. Da una parte la rete che si è storicamente spesa per far lievitare la credibilità istituzionale di ‘Io sono Giorgia’. Dall’altra quella che – con la Rai in buona misura telemelonizzata – finisce per svolgere il ruolo di opposizione più vivace; quella La7 che sui social Meloni ha definito un salotto ‘radical chic’.

Il risultato ufficiale del match tv di ieri parla chiaro. Secondo Auditel prevale il pubblico fedele (o incuriosito) dalla premier. Su Rete4 ieri ‘Dritto e Rovescio’ ha totalizzato 1.193.000 spettatori e l’8,8%, salendo sostanzialmente sul podio della graduatoria degli ascolti e facendo il record stagionale. Su La7 però ‘Piazzapulita’ ha risposto bene raccogliendo 925.000 spettatori e il 6,8%. Ma andiamo più nel dettaglio.

Nel periodo in sovrapposizione, tra le 21.29 e le 24.57 Paolo Del Debbio ha conseguito 1,191 milioni di spettatori e l’8,8% di share, mentre Corrado Formigli è arrivato a 942 mila spettatori ed il 6,96% di share. In questo arco temporale il programma di Rete 4 ha vinto anche sul target 15-64: 6,56% contro 5,9%.

Le scalette e i contenuti

La partita tra i talk di approfondimento di Rete 4 (‘Dritto e Rovescio’) e La7 (‘Piazzapulita’) ieri per tre ore complessive, ma con un focus di una quarantina di minuti, si è dipanata mostrando chiaramente quali fossero gli steccati – a quanto pare, oltre che ideologici, televisivi – del nostro panorama mediatico. Miele per il governo e la premier da un lato, requisitoria severa e a più voci dall’altro.

Cosa si è capito facendo zapping da un lato all’altro? Innanzitutto, se mai ci fossero stati dei dubbi, che Paolo De Debbio (“Ci vediamo alla prossima Giorgia, ma forse sto rimbambendo…”) e Giorgia Meloni (“Non è vero Paolo, sei in formissima…”) si vogliono bene. Se lo sono ‘detti’ così, metaforicamente, solo alla fine del lungo passaggio della premier a ‘Dritto e Rovescio’.

Ma già in avvio Paolo si era un po’ sbilanciato, dimostrando simpatia per l’ospite, strizzandogli virtualmente l’occhio sulla partita mediatica che la Meloni sta giocando con il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Presidente – ha detto il conduttore di ‘Dritto e Rovescio’ sorridendo – ho pensato di salutarla così: come sta? Sono quel bischero di Del Debbio…”.  

Il menù di ‘Dritto e rovescio’

L’intervista è cominciata dopo una ricognizione di Del Debbio nella periferia di Milano, resa insicura e malsana – nel servizio – da migrazioni, delinquenti e culture antagoniste. La chiacchierata con Meloni, dopo i sei minuti introduttivi è partita da salari e inflazione (ospitando le osservazioni sul tema di Elly Schlein), poi ha virato sulla riforma della giustizia del governo appena varata, poi sul caso Liguria (“Non ho gli elementi per dire se Toti deve dimettersi, ma lui ama la sua gente e la sua regione…” ha detto Meloni), quindi su politiche sociali, salario minimo, superbonus e reddito di cittadinanza, sanità (ospitando le osservazioni sul tema di Giuseppe Conte).

Poi c’è stato il clou ‘femminista’ col caso De Luca (“Posso chiedere alle persone in studio cosa ne pensano di questa cosa…” ha detto la premier, e sono arrivati gli applausi convinti della platea). Quindi si è parlato degli interventi a Caivano del governo con il centro sportivo dedicato a Pino Daniele. E infine si è passati all’Imam che inneggia alla Jahad e alla riforma del premierato “avversata perfino dal Cardinale Zuppi” (ha detto Del Debbio sorpreso).

Più tardi dopo le 22.12, con la Meloni congedata, ‘Dritto e Rovescio’ ha parlato del decreto salva casa, poi dopo un’ora e mezzo di trasmissione ha intervistato Carlo Calenda per cinque minuti, per poi finire con una lunga fase di dibattito e testimonianze sull’Islam nelle nostre città.

Il menù di Corrado Formigli

Con il traino di un’ottima puntata di ‘Otto e mezzo’ (senza Lilli Gruber, con Giovanni Floris) – consapevoli che dall’altra parte della barricata ci sarebbe stata l’ospitata della premier – a ‘Piazzapulita’ hanno fatto un avvio anti Meloni costruito con metodo, per punti e interventi e fact checking, usando pure i post social della premier come contenuto a corredo.

Giuseppe Santalucia

Corrado Formigli, mentre su Rete4 c’era la premier, ha intervistato prima il presidente dell’associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, sulla riforma della giustizia del governo Meloni.

Poi ha ospitato in studio Michele Serra e quindi, con la Meloni nell’ultima fase del suo intervento su Rete4, ha parlato a lungo della fisionomia della destra al potere, di televisione e di Rai e di politica con Lucia Annunziata.

Lucia Annunziata

Nella fase successiva il programma è tornato sull’inchiesta su Toti e la Liguria, ha parlato degli Usa, dell’anniversario dell’omicidio di Giacomo Matteotti, della riforma del premierato, proponendo tra i vari ingredienti anche un frizzante confronto tra Matteo Renzi e Claudio Borghi.

Renzi vs Borghi

La curva della sfida rappresentata da Studio Frasi: nel Meloni Time, Rete4 a 1,747 milioni, La7 a 1,403 milioni

In avvio di sfida, potendo contare sul traino della Gruber, Formigli è rimasto in vantaggio fino alle 21.40. Ha retto bene, in particolare, l’intervento di Santalucia, ma quando la gente si è accorta che cera Meloni dall’altra parte, Rete 4 è salita rapidamente prima sopra quota 1,5 milioni e poi, nell’ultima parte dell’intervista – tra le 22.00 e le 22.12 – sopra due milioni. Formigli però ha riconsolidato il suo pubblico core, resistendo appena sotto o appesa sopra la soglia di 1,5 milioni con Serra e Annunziata.

Nell’ora successiva è illuminante guardare come sui break di un programma crescesse automaticamente il pubblico del rivale, segno che ieri è stato tanto lo zapping curioso e indeciso tra una proposta e l’altra. Nell’arco temporale in cui la premier è stata da Del Debbio, Rete4 ha avuto 1,747 milioni di spettatori, mentre La7 ne ha avuti 1,403 milioni.