Direttrice de ‘La Svolta’ informa i lettori dei guai giudiziari dell’editore, lui la licenzia e oscura il sito

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La decisione dell‘editore Piero Colucci per un articolo del quotidiano in cui si informano i lettori del suo coinvolgimento nelle inchieste di Genova per finanziamenti al comitato elettorale di Toti.

Cristina Sivieri Tagliabue, direttrice de La Svolta, il 13 maggio aveva deciso di informare i suoi lettori che Piero Colucci, direttore editoriale ed editore, del quotidiano online, è coinvolto nelle inchieste di Genova, che hanno portato agli arresti il Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, l’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini e l’imprenditore Aldo Spinelli.
Imprenditore nel settore rifiuti, Colucci – indagato per corruzione per alcuni finanziamenti al comitato elettorale di Toti – non ha gradito e ha licenziato Tagliabue per asserita giusta causa per la sua nota in cui, insieme a tutta la redazione, si augurava che la situazione del coinvolgimento si chiarisse al più presto, impegnandosi nel frattempo a fare il proprio lavoro.

La politica editoriale de La Svolta è impostata su diritti, ambiente e futuro e la trasparenza informativa è alla base del suo lavoro informativo. L’imprenditore-editore Colucci la vede in un altro modo: oscura il sito, licenzia la direttrice per giusta causa, per poi tornare online, con l’home page congelata al 3 maggio e con un comunicato ai lettori: in cui si dice che la riduzione e la sospensione delle pubblicazioni sono sono dovute a “un momento critico” e “problemi di equilibrio finanziario”, determinati da scelte di indipendenza e rinuncia al gossip e al sensazionalismo.

Solidarietà a Tagliabue

Angelica Savoini, avvocato di Cristina Sivieri Tagliabue, ha annunciato che il licenziamento sarà impugnato, con l’obiettivo di dichiararlo illegittimo.

Piena solidarietà alla direttrice da Fnsi, l’Odg, l’Usigrai e dall’associazione delle giornaliste Giulia, per “un provvedimento disciplinare inaccettabile, nei confronti di una giornalista e direttrice che ha fatto il suo dovere: informare i lettori su una situazione peraltro già pubblica da giorni”.