Fake news e AI: il Nyt svela una campagna pro-guerra Israele in Usa

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Israele ha organizzato e pagato 2 milioni di dollari per influenzare diversi parlamentari americani, tra i quali il leader dem alla Camera, e promuovere il sostegno di Washington alla guerra israeliana a Gaza.
Lo rivela il New York Times citando funzionari israeliani coinvolti nell’operazione e diversi documenti dei quali ha preso visione.
Si tratta del primo caso di campagna organizzata da Israele per influenzare il governo degli Stati Uniti e sebbene questo tipo di operazioni non siano rare – soprattutto da parte di Paesi come Iran, Corea del Nord, Cina e Russia – in genere sono difficili da dimostrare.

Attiva dalla fine del 2023

Stando al quotidiano, scrive Ansa, il piano segreto è stato commissionato dal ministero israeliano della Diaspora, un ente del governo che si occupa di mantenere i legami tra gli ebrei di tutto il mondo e lo stato d’Israele, ad una società di marketing politico con sede a Tel Aviv di nome Stoic.

Secondo le fonti, la campagna di Israele è iniziata poche settimane dopo lo scoppio della guerra, ma è ancora attiva su X. In quei giorni decine di start-up tecnologiche israeliane hanno cominciato a ricevere email e messaggi su WhatsApp, alcuni inviati da funzionari del governo altri da intermediari, che le invitavano a partecipare a riunioni urgenti per diventare “soldati digitali” per Israele.
Il primo incontro si è tenuto a Tel Aviv a metà ottobre e all’apparenza, riferisce il New York Times, sembrava un meeting informale per offrire volontariamente competenze tecniche per aiutare lo sforzo bellico del paese. Stando alla registrazione, tuttavia, a un certo punto l’evento ha preso una piega inaspettata e ai partecipanti è stato chiesto di diventare “guerrieri per Israele” attraverso “campagne digitali” a sostegno della guerra. Alla fine l’operazione ha utilizzato centinaia di account fake sulla piattaforma di Elon Musk, Facebook e Instagram per pubblicare post a sostegno di un conflitto a Gaza per lo più realizzati con ChatGpt.

Tra i politici presi di mira, soprattutto neri e democratici, il deputato e leader della minoranza dem alla Camera al Congresso Hakeem Jeffries e il senatore della Georgia Raphael Warnock.
Non solo, sono stati creati persino tre falsi siti di notizie in inglese per pubblicare articoli filo-israeliani utilizzando stralci di pezzi rubati alla Cnn o al Wall Street Journal.

Blocchi da Meta e OpenAI

Interpellati, sia il ministero che l’agenzia hanno negato qualsiasi coinvolgimento. Ma la scorsa settimana Meta ha dichiarato di aver rimosso 510 account Facebook, 11 pagine Facebook e 32 account Instagram legate all’operazione. E OpenAI ha denunciato che Stoic ha creato personaggi e biografie fittizie su alcuni social media utilizzati in Israele, Canada e Stati Uniti per pubblicare messaggi anti-islamici.