Festival Serie A: festa del calcio, ma anche focus su stadi e pirati

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Una vera e propria festa del calcio a Parma nel secondo, caldo week end di giugno. Il Festival della Serie A ha convocato nell’arco di tre giorni – quasi al centro del footprint a più alta densità di club della massima serie, decisamente più ‘nordista’ che in passato – tutti i protagonisti possibili e immaginabili del football nostrano. Leggende, istituzioni, decisori, esperti, osservatori, addetti ai lavori.

Il Festival della Serie A ha convocato nell’arco di tre giorni a Parma tutta la composita industry del calcio. Istituzioni, decisori, esperti, osservatori, addetti ai lavori, ma anche campioni del presente e del passato, manager, voci e volti dei media. Si è parlato tanto di argomenti tecnici: pirateria, marketing, stadi, derive social, leghe concorrenti, offerta generalista free e tv a pagamento. Ma c’è stato anche tanto spazio per contenuti più universali e trasversali, con le emozioni, la nostalgia, i miti e le leggende della Serie A.

La squadra della Lega Serie A

La manifestazione ha proposto un menù trasversale, capace di coinvolgere con più appuntamenti anche il pubblico degli appassionati, che ha riempito le sale dei tanti convegni previsti da un’agenda molto articolata. Con qualche inevitabile sovrapposizione, si passava dagli appuntamenti previsti al Ridotto del Teatro Regio a quelli del Complesso San Paolo, passando per la sala del Palazzo del Governatore.

In una zona della città alla fine non tanto più grande di un campo di gioco sono passati alcuni grandi allenatori, come Marcello Lippi, Fabio Capello, Arrigo Sacchi, Claudio Ranieri, Nevio Scala. Protagonisti trasversali come Adriano Galliani e Gianluigi Buffon, ma anche il vescovo della diocesi di Parma, Monsignor Solmi.

Non sono ovviamente mancati i quadri di vertice del ‘giocattolo’. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, il presidente della Lega, Lorenzo Casini, le forze politiche e sportive del territorio. C’è stata una riunione ‘straordinaria’ dei vertici dei club.

Il panel Sky

Una community ‘unità’ di competitor

Non ha certo difettato in creatività, ma non dimenticando di rappresentare tutte istituzioni rilevanti in campo la linea editoriale dell’evento di Lorenzo Dallari, direttore di questo versante delle attività della Lega. Tutta rappresentata a Parma è stata la tribù mediatica, le tv free e pay, ma anche la radio. “La città ci ha accolto con eleganza e noi l’abbiamo rispettata…” ha commentato Dallari in chiusura di manifestazione.

Il passaggio di Dazn

Sono passati i volti, i personaggi e le voci del calcio della Rai, di Amazon, Mediaset, Dazn, Sky, ma anche quelli ‘storici’ delle tv locali.

Il momento tv locali

C’è stata una ricognizione su telecronisti e stili delle telecronache, ma si è parlato anche di dati e performance, competizioni virtuali, stadi, pirateria, il marketing della Lega, il calcio giovanile.

Il momento Mediaset, con la celebrazione di Pressing

La tre giorni ha offerto tanti momenti di intensa partecipazione emotiva. Parma – per un aspetto urbanistico, culturale e geografico, si è prestata come contenitore ideale per ospitare dibattiti, ricordi, omaggi ai miti del football nostrano.

Il panel stadi, da sinistra, De Siervo, Campoccia, Casamonti, Cardinaletti, Capitani

La regia appassionata di Dallari, la ubiqua presenza (in qualche caso da protagonista, in qualche altro per fare gli onori di casa) ad ogni panel o quasi dell’amministratore delegato, Luigi De Siervo, la compattezza e la precisione della squadra della Lega Serie A sono stati decisivi per il successo dell’evento.

Stadi, meglio riqualificare. In ballo Euro 2032 e non solo

Tra i panel ‘tecnici’ della manifestazione, quello intitolato ‘Stadi Italiani: ultima chiamata?’ con Marco Belinazzo del Sole 24 Ore a fare da moderatore, le presenze di Andrea Cardinaletti (responsabile infrastrutture della Lega Serie A), Stefano Campoccia (vice presidente Udinese), Luigi Capitani di Deloitte, l’archistar Marco Casamonti, l’ad della Lega De Siervo.

Per rifare gli stadi in Italia sarebbero pronti – ma rimangono fermi – 4 miliardi. E si calcola che solo Milan e Inter perdano 50 milioni di ricavi aggiuntivi annui. non potendo disporre di uno contenitore moderno e di proprietà.

De Siervo ha detto chiaramente quale sia, attualmente, lo spauracchio per l’intera community. Entro due anni, nell’ottobre del 2026, ci sarà una sorta di d-day, in ottica Europeo 2032, che abbiamo in assegnazione congiunta con la Turchia. L’Italia dovrà consegnare all’Uefa il suo elenco di stadi di ‘qualità’, in linea con le prescrizioni dettate per questo tipo di manifestazioni.

Se le nostre infrastrutture si dimostrassero non all’altezza degli standard Uefa e Fifa, se il piano si dimostrasse carente, ha rimarcato De Siervo, “l’assegnazione potrebbe essere ritirata”. I problemi da affrontare? Ovviamente quelli finanziari, legati alle risorse da movimentare, ma poi anche e soprattutto le resistenze anche culturali di un Paese “schiacciato dalla burocrazia”. In cui però – ha sottolineato l’ad della Lega – non mancano i progetti che, sia pure tra intoppi e problemi “da film dell’orrore” alla fine sono andate in porto alcune sperienze virtuose che possono costituire un modello a cui ispirarsi.

Cardinaletti, che per la Lega (“Possiamo fare solo da tutor”) sta mettendo a punto un dossier che sarà pronto il prossimo anno sulla situazione di tutti gli stadi nazionali, ha spiegato come a livello progettuale si sia da tempo virato dagli impianti ‘monumento’ agli impianti ‘fabbrica’. Ma come sia difficile sincronizzare interessi e tempi di un articolato numero di attori pubblici e privati. La risistemazione degli stadi già esistenti in una logica di sostenibilità e modernità è – per Cardinaletti-  l’opzione più realistica in campo nella stragrande maggioranza delle situazioni locali.

Anche l’archistar Casamonti ha sostenuto questa tesi. Aggiungendo come sia opportuno avere come prospettiva quella di “non consumare altro territorio” e puntare sulla riqualificazione. De Siervo ha ricordato come nella sua esperienza di vendor, i nostri stadi, vecchi e brutti, spesso peggiorino la percezione del prodotto calcio di Serie A nel mondo, rendendone più difficile la commercializzazione.

Panel ‘pirati’, con piccone incombente sui relatori, da sinistra: Mondellini, Bagnoli Rossi, De Siervo, Capitanio

Pirateria: rinforzare la piattaforma di contrasto dell’Agcom e rendere effettive le sanzioni

Particolarmente interessante il panel dedicato al fenomeno della visione illegale del prodotto calcio. A moderare il dibattito intitolato ‘Il Metaverso della pirateria’ è stato Luciano Mondellini di Calcio & Finanza. Oltre a De Siervo, sono intervenuti il direttore Fapav (organismo di studio e di contrasto del fenomeno) Federico Bagnoli Rossi, nonché il commissario Agcom, Massimiliano Capitanio. Con in contemporanea gli Europei di atletica leggera romani a regalare tante medaglie agli Azzurri nelle varie discipline, per rappresentare il momento De Siervo ha usato la metafora della staffetta.

Fatte bene le prime due frazioni (legge dello stato contro il fenomeno e già subito operativa la piattaforma tecnologica regalata all’Agcom per rilevare e bloccare il traffico illegale), ora ci sono da fare almeno altri due (o tre) passaggi del testimone. Premessa, sia di De Siervo che di Capitanio, devono tutti collaborare al sistema: anche i big del web, i motori di ricerca, gli store digitali, che qualche volta nicchiano e sono correi del fenomeno. Va immediatamente implementata la capacità della piattaforma Agcom di ricevere le segnalazioni e intervenire nei flussi. Vanno realmente sanzionati – senza paura di apparire impopolari – tutti i protagonisti i comportamenti illegali.

De Siervo con Stefano Azzi, ad Dazn

Capitanio ha dichiarato che l’attuale piattaforma tecnologica di contrasto al fenomeno verrà provvisoriamente implementata per rendere al meglio nei prossimi mesi, ma per poi essere sostituita da una piattaforma ancora più performante entro la fine dell’anno.

L’Italia è il Paese del mondo in cui il pirataggio audiovisivo in generale e quello del copyright sportivo più in particolare assumono connotati parossistici. Mettendo in crisi il business model di chi, come Dazn, ha comprato i diritti tv della Serie A e deve far stare insieme costi e ricavi. “Solo quando abbatteremo il fenomeno della pirateria potremo pensare di fare pagare un po’ meno il prodotto calcio” ha osservato De Siervo. Che ha sottolineato come, in tema di audience della Seria A, agli ascolti del campionato andrebbero sommati – in chiave marketing – anche quelli generati dalla fruizione illegale.

Panel ‘partner’ marketing, da sinistra: Ciccarese, Varallo, Allegra, Meroni

Frecciarossa, Panini e Mondelez: tre partner della Serie A sono contenti e rilanciano

L’ultimo panel del Festival della Serie A è stato quello gestito da Michele Ciccarese, direttore marketing e commerciale della Lega. Che ha portato sul palco del ‘ridotto’ del Regio tre partner commerciali importantissimi. Antonio Allegra di Panini, Antonello Varallo di Frecciarossa, Francesco Meroni di Mondelez hanno tutti sostenuto come collaborare con la Lega Serie A abbia funzionato da formidabile acceleratore del business. Agendo positivamente sulla brand heritage e notorietà dei marchi, ma dando un impulso chiaro anche in termini di conversion e vendite dei prodotti.

Tutte queste aziende, così, hanno deciso di rafforzare la collaborazione con la struttura guidata da Ciccarese. Che ha sottolineato quanto sia cambiata la percezione di Lega Serie A dall’arrivo del management guidato da De Siervo. Un cammino all’insegna della creazione di una struttura di lavoro indipendente, ma in grado di lavorare con efficacia in sinergia con i club del nostro sistema. Che in questi anni però sono tornati ai vertici del ranking internazionale, e con il pubblico che è tornato a riempiere gli stadi come nella magica stagione 1993-1994. La Lega si è dotata nel tempo di sedi internazionali, di una solida infrastruttura tecnologica (Lissone), di un bouquet sempre più largo ed evoluto di prodotti commercializzati. Con Serie A, Coppa Italia e Super Coppa che sono la punta di diamante dell’offerta.