Umberto Brindani

Umberto Brindani / Suicidio imperfetto

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Umberto Brindani ha scritto un romanzo giallo e ha affidato il ruolo di protagonista a un giornalista alle prese con un periodo complicato della sua vita professionale. Un uomo che suo malgrado – come racconta l’autore ai lettori di Primaonline – diventa detective per caso, imbattendosi in strani misteri e personaggi inquietanti. Tra un circolo di golf, una palestra di boxe e i profili di Onlyfans.

“Ho sempre pensato che il vero cronista sia quello che non si accontenta della prima ‘verità’, della prima versione di un fatto, che sia propinata da un addetto ai lavori, da un ufficio stampa o da una Procura della Repubblica.
Sto parlando del giornalista vecchio stampo, che per decenni è stato identificato in colui che ‘consuma la suola delle scarpe’. Cioè si fa domande, coltiva i dubbi, non si fida delle apparenze.
Un tipo professionale che nel nuovo universo informativo di notizie short, dittatura dei social e proliferazione di fake news va lentamente scomparendo.
Per questo l’ho voluto ripescare e farne il protagonista del mio romanzo giallo ‘Suicidio imperfetto’ (Armando Curcio editore). Essendo un noir, un thriller o come si preferisce definirlo, non posso dilungarmi sulla trama. Mi limito a dire che c’è un cadavere, ovviamente eccellente, e un giornalista un po’ in disarmo, messo ai margini dalla testata per cui lavora, che si trova suo malgrado a indagare, senza immaginare che finirà per imbattersi in strani misteri, ostacoli inaspettati, sorprendenti alleati e inquietanti personaggi.

È un giallo metropolitano, ambientato tra il Palazzo di giustizia e le redazioni dei giornali, nella Milano distratta e cinica degli apericena e dei segreti inconfessabili. Il mio detective per caso attraversa questi mondi, e altri, con il disincanto di chi ne ha viste troppe, ma anche con lo stupore infantile di chi si avventura in territori per lui inesplorati, dai profili erotici di Onlyfans a una palestra di boxe, da un prestigioso circolo di golf a una galleria d’arte contemporanea.
Sempre seguendo però la sua stella polare, e cioè la determinazione a non prendersi mai troppo sul serio”. (Umberto Brindani)