‘Gioventù Meloniana’ al 13% su La7. Bocchino: Non è giornalismo. Cancellato: l’undercover ha dignità

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Botta e risposta notturni dopo un servizio atteso per tutta la serata e di cui si era visto un buon ‘aperitivo’ in apertura. Ieri sera nel corso della trasmissione de La7 ‘Piazzapulita’, condotta e curata da Corrado Formigli, dopo la messa in onda dell’inchiesta “Gioventù Meloniana” prodotta da Fanpage, c’è stato il duro scambio tra Italo Bocchino e Francesco Cancellato.

L’ex parlamentare e giornalista di destra non ha contestato temi e comportamenti emersi, ma il metodo di Fanpage: “Non è giornalismo, avete messo la telecamera al buco della serratura”. La replica del direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, è stata secca: “È un metodo giornalistico, quello dell’undercover, che ha dignità in tutto il mondo”.

Nel corso del dibattito seguito al servizio, comunque, acceso proprio da questo diverbio, alle 24.31 è arrivato il picco di ascolti del programma, che ha superato il 13% di share. Ieri Formigli, facendo il miglior risultato stagionale, a oltre 1,2 milioni di spettatori con il 9,6% di share, ha staccato nettamente il concorrente diretto, Paolo Del Debbio. Su Rete4, comunque, ‘Dritto e Rovescio’ ha superato1 milione attestandosi all’8%.

Estratto dall’inchiesta “Saluti romani, inni al Duce e “Sieg Heil”: dentro Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia”

In Gioventù Meloniana, la video inchiesta sotto copertura realizzata da Backstair, l’unità investigativa di Fanpage.it, vi mostriamo come i giovani militanti del partito della presidente del Consiglio danno sfogo all’anima nera del partito, mentre i responsabili del movimento partecipano o avallano questi comportamenti. Con una nostra giornalista, infatti, ci siamo infiltrati tra le fila di Gioventù nazionale e abbiamo documentato i racconti, le relazioni e le azioni di questo gruppo.


Fingendosi una giovane con ideali di destra appena trasferitasi a Roma, la giornalista sotto copertura di Backstair si è inserita tra le fila di Gioventù nazionale. Per farlo ha iniziato a frequentare gli eventi di Nazione futura, il think thank dei conservatori fondato da Francesco Giubilei, editore ed ex consigliere del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano. È infatti alle convention di Nazione futura che si ritrovano alcuni militanti di Gioventù nazionale: sono giovani universitari che si definiscono conservatori e pubblicamente presentano il loro profilo moderato. Nella loro cerchia, però, si vantano della loro appartenenza alla destra sociale, parlano di svastiche, di senatori “con le croci celtiche”, “camerati che sono andati in Ucraina” per combattere e dei “disertori che arrivavano in Polonia” che “massacravamo”.


È a uno di questi eventi che si crea l’occasione per entrare in contatto con Ferrante De Benedictis – vicepresidente di Nazione futura e consigliere comunale a Torino per Fdi – ed essere invitati a contribuire alla rivista legata al think tank. Iniziamo così a collaborare con loro, pubblicando i primi articoli e dei pezzi funzionali a delegittimare l’opposizione al governo Meloni. Grazie alle credenziali maturate attraverso Nazione Futura, ci si aprono le porte degli eventi più importanti di Fratelli d’Italia. A partire da Atreju, la manifestazione della destra giovanile nata con Giorgia Meloni e cresciuta assieme alla leader del partito. Se durante la giornata i militanti sono impegnati nel servizio d’ordine, è nei ritagli di tempo tra una conferenza e l’altra che si lasciano andare: “È da quando avevo 14 anni che faccio politica, con Fdi ho iniziato il primo anno di università, ma prima ero di CasaPound”, racconta un esponente del movimento giovanile. “Mio nonno era un fascistone – confessa una militante – quando sono nata mi ha regalato il corredo nero di seta, sono cresciuta così”.

È sabato 1 giugno e mentre gli elettori di Fratelli d’Italia si riuniscono in Piazza del Popolo, attendendo l’inizio del comizio che segna la fine della campagna elettorale per le europee di Giorgia Meloni, dal Pincio, tra cori e fumogeni tricolore, scendono i ragazzi di Gioventù nazionale: “Siamo la migliore gioventù d’Italia, siamo Gioventù nazionale e per sempre canteremo”, intonano mentre sventolano le bandiere.

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Uno dei riti più importanti nella cultura di destra è quello del presente. Per restituire la solennità della memoria, Pace spiega ai militanti che bisogna osservare un comportamento militare: “Si tratta di un momento molto serio, saremo inquadrati in cinque file da cinque, si parte in posizione di riposo, quella militare, quando vedrete che io faccio questo movimento (portare la mano sul cuore, ndr), ci si pone sull’attenti, e si porta la mano sul cuore, con il pugno chiuso”.

È in questi momenti identitari che l’attenzione dei responsabili cresce, specie quando a immortalarli ci sono le telecamere, perché la preoccupazione è che ci si lasci andare con i saluti romani. Per questo in occasione del presente per Paolo Di Nella, il militante del Fronte della Gioventù vittima di un omicidio a sfondo politico avvenuto nel 1983, ai giovani di Fratelli d’Italia è fatto divieto di rispondere alle domande dei giornalisti e quando, durante la veglia, i cronisti si avvicinano per parlare ai ragazzi, vengono bloccati dal responsabile Andrea Piepoli.

Un partito al governo, insomma, chiede ai giovani di mostrare un volto più moderato, quando si è a eventi istituzionali. Queste direttive, però, non sono sempre sufficienti a frenarli, al punto che sono gli stessi responsabili ad assecondare e condividere queste esternazioni. Succede in Piazza del Popolo, a Roma, quando Andrea Piepoli saluta ripetutamente i suoi con la stretta gladiatoria, prima dell’arrivo di Giorgia Meloni per la chiusura della campagna elettorale delle europee.

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A margine dei comizi politici, durante le giornate di Atreju, i giovani di Fratelli d’Italia si organizzano per trovarsi a Colle Oppio, la sezione dove si è formata l’attuale classe dirigente del partito, oggi è l’ufficio di Fabio Rampelli, mentore di Giorgia Meloni e leader dei Gabbiani, la corrente interna a Fdi più identitaria. “Noi consideravamo Colle Oppio casa nostra, ci mobilitavamo per pulire il parco tutti gli anni, eravamo una luce accesa durante la sera.”, scrive la premier nella sua autobiografia Io sono Giorgia.

Si tratta di un evento segreto, ma grazie all’invito di Patrizio Silvestroni, l’altro figlio del senatore Marco Silvestroni, la giornalista di Fanpage.it riesce a partecipare e ad assistere a quello che avviene all’interno. La portata dell’evento è chiara ancora prima di entrare: ”Dentro non si possono fare né foto né video – chiarisce uno degli organizzatori – perché suonano gli Aurora e non potrebbero suonare”.

Se non si può dire che gli Aurora suonano dentro Colle Oppio è perché la band, formata da ex militanti di Azione giovani, è uno dei gruppi di riferimento del rock identitario, la musica di estrema destra. I loro brani sono pieni di riferimenti alla sottocultura della destra post-fascista, come nella canzone Centuria alata, che menziona l’orgoglio di essere italiani grazie al “Maresciallo Balbo” che “ci guidava al Domani”. Conosciuti anche per aver dedicato nel 1998 una canzone all’attuale premier, “Piccolo coatto antico in un corpo da bambina”, vantano stretti rapporti col mondo di Fratelli d’Italia: il batterista, Federico Bonesi, è stato consigliere proprio di Meloni ai tempi del ministero della Gioventù oltre che animatore di alcuni eventi del partito, come Piazza Italia; mentre il cantante e chitarrista, Raffaele Persichetti, candidato nel 2018 col partito all’ottavo Municipio di Roma, ha gestito i canali social di Atreju, oltre a essere stato webmaster per le prime pagine web dell’attuale ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio. Sempre in quegli anni Persichetti ricopriva lo stesso ruolo anche per Meeting Point, l’azienda londinese creata da Roberto Fiore, fondatore del movimento eversivo di estrema destra Terza Posizione e poi di Forza nuova. Quello che i giornalisti non devono vedere al concerto di Colle Oppio è l’esaltazione di chi, indossando ancora la maglia dei volontari di Atreju, inneggia al passato con saluti romani e inni identitari.

La musica degli Aurora accompagna i militanti nelle occasioni più disparate: in auto, ai campi comunitari, ma anche nelle sedi di partito. Proprio all’interno di uno di questi luoghi, in occasione dell’inaugurazione di “Casa Italia”, la sede del circolo in cui la giornalista di Fanpage si è infiltrata, si svolge un altro concerto della band. È il 10 maggio e il presidente di Gioventù nazionale, Fabio Roscani, eletto alla Camera dei deputati nel 2022, ha concluso il suo discorso e dopo aver ringraziato i militanti di Pinciano si sistema all’esterno per continuare a parlare con dei referenti della provincia. Si defilano anche i deputati Marco Perissa e Paolo Trancassini, ma non prima di essersi congedati con il saluto gladiatorio. Chiuse le porte della sezione, con gli agenti di polizia in borghese ancora appostati per presidiare la zona, gli Aurora preparano gli strumenti e quando il concerto comincia i ragazzi, con il benestare degli esponenti di partito lì presenti, urlano “Duce!” e si esibiscono in saluti romani.

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