Rapporto UE su libertà di stampa oggetto di scambio? Portavoce: lavori in corso

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Secondo il sito Politico.eu ci sarebbe una possibile lettura politica al ritardo nella presentazione del report sui media che bacchetta l’italia. Ma l’Ue contesta: “date indicative”. Di Trapani (Fnsi): vigilare su Insabbiamento

Ursula von der Leyen avrebbe rallentato l’approvazione definitiva di un rapporto ufficiale dell’Unione Europea che critica l’Italia per l’indebolimento delle libertà dei media dall’inizio del governo Meloni, nel tentativo di ottenere il sostegno di Roma per un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. A segnalarlo una ricostruzione proposta dal sito Politico.eu.

Ok dopo la nomina del presidente Ue

Il rapporto annuale che valuta come i paesi dell’Ue rispettano lo stato di diritto avrebbe dovuto essere approvato il 3 luglio, ma sarà rinviato fino alla nomina del nuovo presidente della Commissione.
Il ritardo, secondo il sito ripreso da Ansa, è insolito e c’è il rischio, per von der Leyen, che sembri motivato politicamente. In effetti – prosegue Politico – la Presidente uscente sta attualmente cercando il sostegno dei leader europei, come Meloni, per tentare di assicurarsi un secondo mandato di cinque anni alla guida dell’esecutivo.

Date indicative secondo l’Ue

Alle indiscrezioni di Politico ha replicato il portavoce dell’esecutivo Ue, Eric Mamer. L’agenda della Commissione europea, avrebbe spiegato, è “indicativa” e il report sullo stato di diritto nei Ventisette “è stato tradizionalmente pubblicato a luglio in diversi momenti del mese, una volta addirittura a settembre. Non commentiamo il lavoro in corso, commenteremo i risultati una volta che il dossier sarà pronto”.
“Vogliamo che la qualità del report sia impeccabile”, ha sottolineato Mamer, indicando che il documento sarà pertanto presentato “quando il collegio dei commissari Ue sarà in grado di adottarlo”.

Interpellato sulla possibile preoccupazione dell’Ue per lo stato della libertà di stampa in Italia, il portavoce ha evidenziato che non spetta a lui fare commenti, ribadendo che “la relazione sullo stato di diritto analizza diverse dimensioni” e rimandando al report dello scorso anno.
“La nostra relazione è basata sui fatti e questo è ciò che conta”, ha aggiunto.

Reazioni in Italia

Reazioni alla notizia in Italia sono arrivate via social dal presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani. “Secondo Politico lo stato della libertà di stampa in Italia è diventato oggetto di scambio per il sostegno alla prossima Commissione Ue”, ha scritto su X. “Mi auguro che arrivi una smentita urgente e credibile. E che tutto il nuovo Europarlamento vigili su questo rischio”.

Dalle file della politica presa di posizione da parte della presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia, senatrice M5S. “La sola ipotesi di un insabbiamento del report europeo critico nei confronti di Giorgia Meloni sul fronte della libertà di stampa sarebbe di per sé gravissima ed intollerabile”, ha detto. “Ancor di più se davvero il tutto avvenisse ad uso e consumo di un appoggio italiano alla rielezione di Ursula Von Der Leyen”.
In attesa di reazioni, secondo Floridia “una cosa è certa: ci aspettiamo il rigoroso rispetto della timeline di pubblicazione del rapporto”. “Il momento che sta vivendo l’Italia sul fronte della libertà di stampa, dal rinnovo della governance Rai fino al caso della vendita di Agi e alle leggi in discussione su questo tema, è particolarmente delicato e il contributo dell’Unione Europea e degli osservatori esterni è prezioso e non può essere inficiato da alcun tipo di ombra”.

Il portavoce Ue smentisce: lavori in corso

“L’agenda della Commissione europea è “indicativa” e il report sullo stato di diritto nei Ventisette “è stato tradizionalmente pubblicato a luglio in diversi momenti del mese, una volta addirittura a settembre. Non commentiamo il lavoro in corso, commenteremo i risultati una volta che il dossier sarà pronto”.

Lo ha detto – ripreso da Ansa – il portavoce dell’esecutivo Ue, Eric Mamer, in risposta alle indiscrezioni pubblicate da Politico.eu. “Vogliamo che la qualità del report sia impeccabile”, ha sottolineato Mamer, indicando che il documento sarà pertanto presentato “quando il collegio dei commissari Ue sarà in grado di adottarlo”. Interpellato sulla possibile preoccupazione dell’Ue per lo stato della libertà di stampa in Italia, il portavoce ha evidenziato che non spetta a lui fare commenti, ribadendo che “la relazione sullo stato di diritto analizza diverse dimensioni” e rimandando al report dello scorso anno. “La nostra relazione è basata sui fatti e questo è ciò che conta”, ha aggiunto.