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Elkann: per Exor fase di crescita, salute settore cruciale

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Ospite del podcast ‘In good Company’, Elkann ha parlato della holding di famiglia e del suo impegno per l’innocazione. “L’Italia, dice, ha bisogno di futuro”

La storia di Exor, il ruolo delle famiglie nelle società quotate, i suoi “maestri” senza dimentacare l’amore per la Juventus. Sono i temi che John Elkann ha affrontato in una puntata del podcast ‘In good Company’ condotto da Nicolai Tangen, ad di Norges Bank, il fondo sovrano norvegese tra i più importanti al mondo.

Fase di crescita per Exor

Parlando della holding di famiglia, la Exor, Elkann ha fatto il punto della fase in cui si trova. E’ “nella terza decade: la prima è stata quella della sopravvivenza, la seconda della stabilità, oggi è quella della crescita”, ha spiegato.
“La terza decade, che è quella in cui ci troviamo, è quella in cui siamo riusciti a crescere”, ha ribadito, soffermandosi anche sugli investimenti nel settore della salute.
“Il settore della salute è cruciale e ne siamo diventati molto più consapevoli dopo quello che abbiamo vissuto durante la pandemia: cioè di quanto siamo fragili come esseri umani e di come le terapie mediche siano così importanti per aiutarci in futuro”. “Soprattutto se si considera l’aumento delle spese per un’assistenza sanitaria adeguata, riteniamo che questi problemi richiedano soluzioni”, ha aggiunto, citando tra le operazioni effettuate su questa linea negli ultimi tempi, quella in Philips.

Elkann ha poi citato l’impegno da ventur capitalist con Vento il programma, ha ricordato, che si ispira a “Y Combinator, in cui era coinvolto anche Sam Altman, e da diversi altri”. “Ogni anno vedo sempre più coraggio nell’innovare e nel voler costruire nuove aziende tech. Noi diamo il nostro contributo con Vento e con l’Italian Tech Week perché crediamo fondamentalmente che il nostro Paese, oltre al suo grande passato, abbia bisogno di un futuro. E crediamo che questo sia un modo molto efficace per stimolare il futuro. È importante non solo trasformare e rinnovare le aziende del XIX secolo all’interno dei vecchi settori, ma anche avviare le aziende del XXI secolo”.

I suoi maestri

Ripercorrendo la sua storia professionale, Elkann ha citato alcuni grandi nomin che per lui sono stati un punto di riferimento.
“Ho iniziato relativamente giovane e sono stato molto fortunato a poter lavorare in giovane età con persone che avevano molta esperienza”, ha spiegato. Tra loro ha citato Gianluigi Gabetti, “con il quale ha lavorato per molti decenni” e Sergio Marchionne, “con cui abbiamo collaborato per quattordici anni.
“Ho sempre cercato di imparare dagli altri. Ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lo stesso Buffett a Omaha o con la famiglia Wallenberg a Stoccolma”.
Elkann ha sottolineato che “una proprietà che è direttamente impegnata nella società è molto importante, perché assicura stabilità. Credo che le società a controllo familiare quotate costituiscano un’ottima combinazione tra la stabilità garantita da una famiglia e la visione di lungo termine. Essere società quotata, con investitori esterni, è un ulteriore stimolo”.

Juve grande amore

Non poteva mancare un riferimento alla Juventus, club di cui la sua famiglia è proprietaria da oltre 100 anni. “Il calcio è stata una vera passione per la nostra famiglia. Una responsabilità che abbiamo da più di 100 anni, e una passione che condividiamo con le tante famiglie che amano la Juventus”, ha detto ricordando l’entusiasmo che per la squadra provano anche i suoi figli.
“Il calcio è fatto di persone, competizione e grandi performance, esattamente come per le nostre società. Una società calcistica è fatta di persone, è fatta di competizione e risorse da cercare di usare al meglio. E poiché le nostre società aspirano a avere grandi risultati, da ambienti ad alta intensità come quelli dello sport professionistico c’è molto da imparare”, ha chiosato.