Assemblea Lega B: parte il terzo tentativo sui diritti tv

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Riunione della Lega B presieduta da Mauro Balata con vecchi e nuovi club del campionato cadetto collegati virtualmente. Balata e la maggioranza dei presidenti si dichiara contraria alla presenza delle squadre B nel torneo e alle multiproprietà. Sui diritti tv – che si fatica a commercializzare ad un prezzo soddisfacente – varata formula per prodotto e non più per piattaforma. La concorrenza impropria di Uefa e Fifa…

Terzo tentativo per la Lega Serie B. Nonostante gli ascolti tonici delle partite e l’appeal territoriale del campionato cadetto, non ha funzionato la prima impostazione del bando dei diritti tv, che puntava come nel precedente triennio sulle co-esclusive. E non ha funzionato neanche la seconda proposizione che temperava la presenza di esclusive e co-esclusive. E così stamane l’assemblea dei presidenti riunita in videoconferenza il 19 di giugno, ha deciso di varare il terzo tentativo.

Obiettivo 32 milioni dai diritti domestici

I club della B hanno deliberato la pubblicazione dell’offerta finale al mercato relativa ai diritti audiovisivi 2024-2027, strutturata “per prodotto” e non più “per piattaforma”, con un valore minimo non derogabile e senza previsione di un termine di adesione. L’oggetto dell’offerta prevede un pacchetto dirette riservato agli utenti domestici e un secondo riservato ai pubblici esercizi. L’auspicio – sui domestici – è quello di incassare 16 milioni ciascuno dai due player più interessati a comprare. Un montante a cui andranno ad aggiungersi i guadagni internazionali, quelli dei diritti dei bar, nonchè quelli del betting.

No a squadre B e multiproprietà

In apertura, di riunione il presidente Mauro Balata ha salutato le nuove associate – e cioè le squadre retrocesse dalla Serie A e quelle promosse dalla Serie C che hanno fatto il loro ingresso nella sede assembleare. E ha ribadito che la Lega B nelle sedi istituzionali ha confermato la propria contrarietà alle seconde squadre in Serie B e, allo stesso modo, alla reintroduzione dell’istituto delle multiproprietà, meccanismi che, secondo Balata “incidono sulla regolarità e integrità della competizione, oltre a violare lo statuto federale nella parte in cui richiama il diritto di intesa con le Leghe interessate”.

Colpa della Uefa e della Fifa se…

Tornando ai diritti tv, con Balata che ha già incontrato i vari broadcaster interessati oramai varie volte ed è quindi certamente consapevole di quali siano i valori realmente in gioco, la Lega B spiega nel documento pubblicato che “i corrispettivi richiesti sono modulati a seconda del numero degli aderenti”.

Secondo la Lega B “i valori indicati sono stati quantificati in considerazione del giusto equilibrio fra il trend del mercato delle TV e il significativo incremento di ascolti delle ultime stagioni delle partite di Lega B”.

Nel campionato trascorso i match hanno avuto un ascolto medio cumulativo di 23,57 milioni durante tutto l’arco del campionato e di 2,6 milioni per le dieci gare di post season (playoff – playout). Ma è inevitabile la preoccupazione, dopo che non sono andati bene i primi due tentativi di commercializzazione. Di chi è la ‘colpa’? Forse pure delle nuove manifestazioni di Uefa e Fifa, e cioè la Champions League con tante nuove partite e la coppa mondiale per club ideata dall’associazione guidata da Gianni Infantino.

Nella nota ufficiale prodotta, infatti, si spiega che “la Lega B adotta la nuova strategia per tutelare il valore del proprio prodotto e rispondere all’allargamento delle competizioni internazionali che, senza alcun riequilibrio di sistema, hanno e stanno contraendo gli investimenti dei broadcaster sulle competizioni domestiche di tutte le categorie e di tutti i Paesi europei”.