Il Giornale festeggia i 50 anni. Meloni: libertà di stampa è pluralismo

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All’evento milanese, presenta una buona fetta del governo. Meloni: da Montanelli un “atto di coraggio”.
E Sallusti parla delle nuove sfide

“Io non penso mai che chi compra un giornale lo faccia perché aderisce necessariamente al punto di vista di chi scrive. Io credo che chi legge i giornali, e cerca di leggerne diversi, lo faccia soprattutto per avere un quadro più completo delle letture possibili e quindi questo è un servizio».
A dirlo Giorgia Meloni, intervenuta a Milano alla festa che il Giornale ha organizzato per celebrare i suoi 50 anni di storia.

Meloni: da Montanelli un “atto di coraggio”

Fondato nel 1974 da Indro Montanelli, entrata dopo pochi anni (1979) nell’orbita di Silvio Berlusconi la testata oggi diretta da Alessandro Sallusti da qualche mese è non ha più nella famiglia dell’ex Cav il suo azonista di riferimento, rappresentato oggi dagli Angelucci.

E proprio da Montanelli è partita Meloni per parlare di pluralismo. “La decisione di Indro Montanelli nel 1974 di fondare Il Giornale è stata un atto di grande coraggio e visione”, ha detto.
“In un’epoca in cui il panorama mediatico era dominato da voci allineate, Montanelli scelse di creare uno spazio per il pluralismo dell’informazione, offrendo ai lettori la possibilità di confrontare diverse prospettive e punti di vista”.


” La vera libertà di stampa è il pluralismo”, ha detto in un passaggio successivo.
“La storia de Il Giornale è una testimonianza rara del valore del giornalismo libero e indipendente. Dobbiamo essere grati a tutti i direttori, giornalisti e editori che, in questi decenni, hanno contribuito a mantenere viva questa importante voce controcorrente, permettendo ai cittadini di accedere a un’informazione più completa e diversificata”.
“Questo tipo di impegno a favore del pluralismo e della libertà di stampa è fondamentale per una società democratica sana e vitale. È un esempio che dovrebbe ispirare tutti coloro che credono nell’importanza di un giornalismo indipendente e responsabile”, ha aggiunto.

Meloni non è stata l’unica rappresentate del Governo e della politica presente all’evento. Con lei anche Ignazio La Russa, Presidente del Senato, Antonio Tajani, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno. Tra gli altri anche Mike Pompeo, ex Segretario Stati Uniti d’America.
Poi volti dell’imprenditoria, come Marco Tronchetti Provera o l’ad di Moncler Remo Ruffini, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Sallusti sulle nuove sfide

In un passaggio del suo intervento il direttore responsabile Sallusti ha allargato lo sguardo alle nuove sfide che la testata, ma più in generale il modo del giornalismo e dell’informazione deve affrontare. A cominciare dall’AI.

“Sono passati 50 anni, ma i motivi che hanno spinto Indro Montanelli a fondare Il Giornale sono ancora tutti attualissimi, quindi sì 50 anni ma siamo ancora giovani”.
“È giusto festeggiare, ma più che guardare indietro occorre guardare avanti, vedere quali sono le sfide che aspettano il mondo ed essere capaci di commentarle e criticarle”, ha spiegato.
“Il mondo è cambiato radicalmente negli ultimi dieci anni, e penso ci sarà ancora un’accelerazione velocissima, soprattutto con l’avvento dell’AI ed è difficile immaginarsi cosa sarà di questo giornale tra 50 anni. L’AI mi preoccupa: non è stato accertato che sia intelligente, perché si abbevera nel pozzo infinito di Internet dove solo il 30 per cento delle informazioni è certificato, per cui il rischio di avere una AI stupida o faziosa è molto alto”, ha chiosato.