Costante (Fnsi) a difesa di Bortone: vergognoso escluderla da palinsesti Rai

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Anche l’UsigRai interviene sul caso della giornalista. “La situazione della Rai è talmente sotto gli occhi di tutti che anche in Europa si è acceso un alert”, scrive il sindacato

“Sarebbe vergognoso escludere dai palinsesti Rai la trasmissione ‘Che Sarà’ di Serena Bortone”. A dirlo la segretaria Fnsi, Alessandra Costante, commentando le indiscrezioni che da più parti vorrebbero la giornalista e il suo show cancellato dalla prossima programmazione tv del servizio pubblico.

“Nei confronti dell’azienda la collega non si è macchiata di alcuna mancanza disciplinare da dover punire, ma ha coraggiosamente rivelato agli italiani un attacco alla libertà di informazione”, ha aggiunto riferendosi alla vicenda di fine aprile nata dalla cancellazione del monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile rivelata da Bortone mezzo social.
Vicenda per la quale, aveva fatto intendere poi l’ad Roberto Sergio la giornalista avrebbe dovuto essere licenziata.

Alessandra Costante (foto Ansa)

“Mentre in Italia una maldestra censura si è abbattuta sul monologo di Antonio Scurati, la Francia ha insignito lo scrittore di un prestigioso riconoscimento nominandolo Cavaliere delle Arti e delle Lettere”, ha ricordato Costante, definendo il presidente Macron “non un pericoloso comunista, ma di sicuro un sincero democratico, come ha dimostrato anche nel voler tutelare il corpo delle donne”.

UsigRai: metodo Rai per chi non si allinea

Anche l’UsigRai è intervenuto sulla presunta cancellazione del programma di Bortone. “Colpirne una per educarne cento. Il metodo della Rai di oggi è chiaro”, ha scritto il sindacato in una nota.
“Se sei allineato con il Governo puoi andare sul palco di Fratelli d’Italia, parlare di “nostro partito”, come ha fatto il direttore dell’Approfondimento, senza alcun tipo di contestazione. Chi, invece, come Serena Bortone osa ribellarsi alla censura di un ospite “per ragioni editoriali”, deve essere punito, anzi, licenziato, come dichiarato dall’ad Sergio, e magari cancellato dal palinsesto. E mentre sono pronti a mandare in panchina una dipendente, la Rai è pronta la chiamata dell’ennesima giornalista esterna, senza valorizzare chi già è in azienda”.

Quando parlavamo di controllo asfissiante della politica ci riferivamo a questo. La Rai, per questo vertice aziendale, deve essere megafono del governo. Questo è stato il cambio di narrazione che teorizzavano. Le voci scomode vanno “licenziate” o quantomeno escluse dal palinsesto o ridimensionate, come tentano di fare con Report; alla trasmissione di inchiesta di Raitre provano e ridurre le puntate, limare le repliche o ritardare la partenza della prossima stagione.

Non solo le voci, ma anche le notizie scomode vanno escluse, come l’inchiesta di Fanpage sul movimento giovanile di Fdi; con l’unica eccezione del Tg3 e di alcune trasmissioni, si è dato conto al massimo delle reazioni politiche, senza parlare dell’inchiesta. Un capolavoro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: fuga di telespettatori verso altri competitor e situazione finanziaria più che preoccupante.
Intanto nelle redazioni Rai colleghe e colleghi non hanno più le troupe e tecnici per realizzare i servizi e gli inviati vengono tenuti alla scrivania invece di andare e raccontare i fatti dove questi accadono.

La situazione della Rai è talmente sotto gli occhi di tutti che anche in Europa si è acceso un alert sulla situazione del servizio pubblico italiano.
L’Usigrai, si legge in conclusione, non arretrerà di un passo a difesa delle colleghe e dei colleghi che esprimeranno dissenso rispetto a censure e violazioni dei diritti a tutela del lavoro giornalistico e del pubblico”.