Assange in Australia da uomo libero. Gli avvocati: pericoloso precedente per i giornalisti

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L’udienza formale sulle Isole Marianne Settentrionali ratifica la fine del processo al fondatore di Wikileaks. Che si toglie l’ultimo sassolino: “primo emendamento e l’Espionage act sono in contraddizione”. Mentre i suoi avvocati rimarcano: risoluzione che deve preoccupare tutti i giornalist

“Colpevole di cospirazione per ottenere e diffondere informazioni sulla difesa nazionale”. Julian Assange si è dichiarato colpevole davanti alla giustizia americana nel tribunale di Saipan, sulle Isole Marianne Settentrionali, territorio Usa nell’Oceano Pacifico.
L’ammissione del 52enne fondatore di Wikileaks, riassume Ansa, faceva parte del procedimento del patteggiamento concesso dal presidente americano Joe Biden, che gli ha permesso di partire per l’Australia da uomo libero.
Dopo essersi dichiarato colpevole, è stato condannato a cinque anni e due mesi, esattamente il tempo già trascorso nel carcere di massima sicurezza vicino Londra.

L’udienza formale

Quando il giudice gli ha chiesto cosa avesse fatto per commettere il reato di cui è accusato, Assange ha risposto: “ho incoraggiato la mia fonte a fornire informazioni classificate al fine di pubblicarle”. “Credo che il Primo emendamento protegga tale attività…”, ha aggiunto togliendosi un sassolino dalla scarpa, sottolineando che a suo parere “il Primo emendamento e l’Espionage act sono in contraddizione tra loro, ma accetto che sarebbe difficile vincere una causa del genere date tutte queste circostanze”.

WikiLeaks ha annunciato su X che Assange partirà per l’Australia nelle prossime ore, aggiungendo che il patteggiamento “non avrebbe mai dovuto esserci”. Il governo di Canberra, che da mesi faceva pressione su Washington per arrivare a questa conclusione, ha affermato che il caso “si è trascinato troppo a lungo”. Il premier Anthony Albanese ha definito “uno sviluppo gradito” l’accordo raggiunto tra la giustizia Usa e Assange.

“Precedente pericoloso”

Parlando fuori dal tribunale, l’avvocato americano di Assange, Barry Pollack, ha affermato di aver “sofferto tremendamente nella sua lotta per la libertà di parola e la libertà di stampa”. “Il procedimento giudiziario contro Julian Assange non ha precedenti nei 100 anni dell’Espionage Act”, ha detto Pollack ai giornalisti. “Assange ha rivelato informazioni veritiere… Crediamo fermamente che il signor Assange non avrebbe mai dovuto essere accusato ai sensi della legge sullo spionaggio”.
“Oggi è un giorno storico, che mette fine ad una battaglia legale di 14 anni al termine della quale Julian Assange può andare a casa come uomo libero”, ha dichiarato l’avvocato Jennifer Robinson al termine dell’udienza, sottolineando come il suo caso rappresenti “un pericoloso precedente” che dovrebbe “preoccupare” giornalisti e persone di tutto il mondo.
“Gli Stati Uniti stanno cercando di esercitare una giurisdizione extra territoriale su tutti voi – ha continuato – senza garantirvi le protezioni della libertà di espressione, ed ognuno che tiene a questa libertà ed alla responsabilità democratica dovrebbe essere contro questa cosa”.

Gli avvocati Jennifer Robinson e Berry Pollack (foto Ansa)

“Spero che il fatto che siamo riusciti oggi a liberare Julian Assange, contro ogni previsione e contro uno dei più potenti governi del mondo dia speranza a tutti i giornalisti ed editori che sono in prigione nel mondo, ha continuato, e noi incoraggiamo tutti quelli che si sono battuti per Julian di continuare a lottare per lui e per tutti gli altri nella speranza che possiamo assicurare anche la loro libertà in futuro”.

Negli Usa solo con un permesso

Dopo il patteggiamento e la messa in libertà del fondatore di Wikileaks,il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato che in futuro Assange non potrà tornare negli Stati Uniti a meno che non gli venga concesso il permesso. “In conformità con l’accordo di dichiarazione di colpevolezza, ad Assange è vietato tornare negli Usa senza autorizzazione”, ha affermato il ministero in una dichiarazione.