L’Ue condanna blocco russo ai media europei. Ma l’Ungheria non aderisce

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I media vietati lavorano secondo principi giornalistici, dice Borrell, attaccando i siti russi che – al contrario – diffondono disinformazione e propaganda. L’Ungheria si sfila dalla condanna

Condanna Ue al blocco che la Russia ha imposto a una ottantina di media europei, che ha coinvolto anche Repubblica, La Stampa, Rai e La7.
La presa di posizione è arrivata con una dichiarazione dell’alto rappresentante Josep Borrell, diffusa dal portavoce per l’azione esterna Ue Peter Stano nel briefing quotidiano della Commissione, con il sostegno, è stato precisato, di “26 stati membri”. Non una dichiarazione unanime quindi, alla quale, riporta Ansa, avrebbe fatto mancare il proprio sostegno l’Ungheria.

Decisione politica

Per i 26 Paesi “la decisione è totalmente infondata, politicamente motivata e restringe ulteriormente l’accesso della popolazione russa all’informazione libera e indipendente”.

“Questa decisione limita ulteriormente l’accesso all’informazione libera e indipendente ed espande la già severa censura sui media in Russia”, riporta la dichiarazione.
“I media europei vietati lavorano secondo principi e standard giornalistici. Forniscono informazioni concrete, anche al pubblico russo, anche sulla guerra illegale di aggressione della Russia contro l’Ucraina.

L’attacco ai media russi

Al contrario, i mezzi di disinformazione e propaganda russi, contro i quali l’Ue ha introdotto misure restrittive, non rappresentano media liberi e indipendenti. Le loro attività radiotelevisive nell’Ue sono state sospese perché queste emittenti sono sotto il controllo delle autorità russe e sono determinanti nel sostenere la guerra di aggressione contro l’Ucraina”.
“Il rispetto della libertà di espressione e dei media è un valore fondamentale per l’Ue, conclude Borrell. Continuerà a supportare la disponibilità di informazioni concrete anche per il pubblico russo”.