AI, Papa Francesco: potere incontrollato genera mostri. Porre limiti etici

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Per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, il papa lancia un nuovo monito sui rischi legati all’AI: “potrebbe essere utilizzata per dominio sull’uomo e su natura”

“Un potere incontrollato genera mostri e si ritorce contro noi stessi. Perciò oggi è urgente porre limiti etici allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale”. Protagonista agli incontri del G7 dedicati all’AI, Papa Francesco è tornato ad affrontare il tema della nuova tecnologia e delle conseguenze più pericolose per l’uomo nel Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che si celebrerà il prossimo primo settembre sul tema ‘Spera e agisci con il creato’.

“Con la sua capacità di calcolo e di simulazione potrebbe essere utilizzata per il dominio sull’uomo e sulla natura, piuttosto che messa servizio della pace e dello sviluppo integrale”, ha scritto Francesco in un passaggio successivo.

Ripensare il potere umano

“Sperare e agire con il creato significa anzitutto unire le forze e, camminando insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, contribuire a ‘ripensare alla questione del potere umano, al suo significato e ai suoi limiti”, ha aggiunto.
“Il nostro potere, infatti, è aumentato freneticamente in pochi decenni. Abbiamo compiuto progressi tecnologici impressionanti e sorprendenti, e non ci rendiamo conto che allo stesso tempo siamo diventati altamente pericolosi, capaci di mettere a repentaglio la vita di molti esseri e la nostra stessa sopravvivenza”, ha ribadito, citando la sua esortazione apostolica ‘Laudate Deum’.

Idolatria pretendere di dominare la natura

Francesco ha parlato anche del rapporto diretto con la natura. “Pretendere di possedere e dominare la natura, manipolandola a proprio piacimento, è una forma di idolatria”, ha scritto.
“È l’uomo prometeico, ubriaco del proprio potere tecnocratico che con arroganza mette la terra in una condizione ‘dis-graziata’, cioè priva della grazia di Dio”.

Un tema che assume anche un valore di natura più sociale e politica. Ricordando lo “spirito di amicizia sociale e di fratellanza universale” che ha proposto nella ‘Fratelli tutti’, ha sottolinato che “armonia tra umani deve estendersi anche al creato, in un ‘antropocentrismo situato’ (cfr Laudate Deum, 67), nella responsabilità per un’ecologia umana e integrale, via di salvezza della nostra casa comune e di noi che vi abitiamo”. “Perché tanto male nel mondo? Perché tanta ingiustizia, tante guerre fratricide che fanno morire i bambini, distruggono le città, inquinano l’ambiente vitale dell’uomo, la madre terra, violentata e devastata?”, si è chiesto Francesco.

Il Papa ha fatto poi appello alla “conversione negli stili di vita, per resistere al degrado umano dell’ambiente e manifestare quella critica sociale che è anzitutto testimonianza della possibilità di cambiare. Questa conversione consiste nel passare dall’arroganza di chi vuole dominare sugli altri e sulla natura – ridotta a oggetto da manipolare -, all’umiltà di chi si prende cura degli altri e del creato”. Secondo il Papa, “la salvaguardia del creato è dunque una questione, oltre che etica, eminentemente teologica: riguarda, infatti, l’intreccio tra il mistero dell’uomo e quello di Dio”.
C’è infatti “una motivazione trascendente (teologico-etica) che impegna il cristiano a promuovere la giustizia e la pace nel mondo, anche attraverso la destinazione universale dei beni”.
“In gioco non c’è solo la vita terrena dell’uomo in questa storia, c’è soprattutto il suo destino nell’eternità”, ha concluso: “una vita che diventa canto d’amore per Dio, per l’umanità, con e per il creato, e che trova la sua pienezza nella santità”.