Giornalisti, Bartoli (Odg): serve strategia di sostegno. Fanpage? Non capisco critiche

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“Stiamo vivendo a livello nazionale un momento critico, occorre una strategia coordinata e partecipata da tutte le componenti, quelle istituzionali, ma anche da tutti i portatori d’interesse per uscire da questa fase in cui l’Italia è fanalino di coda in Europa per quel che riguarda il sostegno all’editoria”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, intervenendo agli Stati Generali dell’Informazione in corso a Pescara.

“Servono risorse per dar vita a politiche virtuose: non è possibile che il 70% di queste vengano utilizzate per finanziare i prepensionamenti. Bisogna sostenere chi assume e chi applica contratti regolari rispetto a scenari che cambiano in modo repentino”.

Problema libertà d’informazione

“C’è anche un problema legato alla libertà d’informazione. Tutte le ricerche internazionali dimostrano che c’è un problema europeo e anche italiano”, ha piegato ancora.
“Ci sono leggi, che sono state approvate, totalmente sbagliate, vedi quella sulla presunzione d’innocenza, e leggi che potrebbero essere approvate e che vanno assolutamente contrastate, come quella sulla diffamazione”.
“Occorre una svolta dal punto di vista normativo e soggettivo. L’Italia – ha aggiunto Bartoli – è un Paese che fa eccezione per quel che riguarda le querele fatte da esponenti del Governo e del Parlamento nei confronti della stampa”.

L’inchiesta di Fanpage

Bartoli ha poi fatto un riferimento all’inchiesta di Fanpage sul movimento giovanile di FdI e all’attacco che la testata ha ricevuto dalla premier Giorgia Meloni.
“Non capisco tutte queste critiche sull’inchiesta. Il giornalismo sotto copertura è uno dei fondamenti della nostra professione, ha sì delle regole, ma soprattutto a tutela dell’incolumità dei giornalisti”, ha spiegato. “Vorrei ricordare – ha aggiunto – che se non esistesse il giornalismo sotto copertura non ci sarebbe mai stato lo scandalo Watergate”. “A noi interessa solo ed esclusivamente rappresentare la realtà”, ha concluso.